Cresce la distanza tra genitori e figli sui temi della sessualità, droga e uso di Internet. Da una parte gli adolescenti che sono sempre più intrappolati nei luoghi comuni, dall’altra i genitori che per paura dei cambiamenti faticano a capire i loro figli e ad entrare in dialogo con loro. E’ quanto emerge dall’ indagine sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescente realizzata da Telefono Azzurro ed Eurispes e presentata questa mattina a Roma. “I cambiamenti della società – ha spiegato Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – sembrano costituire fonte di confusione e di paura per i genitori, che non sempre dispongono degli strumenti per comprenderli appieno e per inserirli nel dialogo educativo”. “La nostra società – ha detto Fara – presta agli adolescenti un’attenzione discontinua e irregolare solo su alcuni aspetti e sull’onda dell’emotività stimolata spesso da fatti di cronaca o mode passeggere”. Da parte loro gli adolescenti “nelle riflessioni – dice Fara – che li riguardano appaiono intrappolati in luoghi comuni, incapaci di restituire le sfumature e la complessità che caratterizzano questa fase evolutiva”. L’indagine di quest’anno, per la prima volta, ha posto a confronto, in modo parallelo, gli adolescenti e i loro genitori. Ed è da questo confronto che è emerso che “a fronte di nativi digitali che trascorrono su internet gran parte della loro giornata, abbiamo un 35% di genitori che ammette di sapere utilizzare internet “poco” o “per niente”. “Come possiamo allora – dice Ernesto Caffo, presidente di SoS Il Telefono Azzurro Onlus – chiedere alle famiglie di capire cosa sia, ad esempio, il fenomeno del sexting che si sta rapidamente diffondendo tra i nostri adolescenti?”. Ma a caratterizzare i giorni degli adolescenti italiani non c’è solo internet. Secondo l’Indagine infatti, nell’ ultimo anno un adolescente su quattro (25,2%) è stato vittima di maldicenze diffuse da bulli. Il 22,8% ha subito provocazioni e prese in giro, il 21,6% è stato oggetto di offese immotivate. Su un campione di 1.496 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, il 10,4% ha subito il danneggiamento di oggetti, il 7,6% furti di cibo e oggetti, il 5,2% minacce e il 3,1% furti di denaro. Ha subito percosse il 3%. Un ragazzo su 5 non ha denunciato l’accaduto ai genitori. Tra questi ultimi, secondo i dati raccolti da un campione di 1.266 persone, c’è un diffuso disorientamento per la gestione del fenomeno e una tendenza alla minimizzazione e normalizzazione.
(Sab – 7 dic)
