Tra i tanti effetti della manovra annunciata da Mario Monti c’è quello di aver ricompattatto, anche se solo per tre ore di sciopero, Cgil, Cisl e Uil. Le tre organizzazioni sindacali infatti hanno proclamato un’iniziativa unitaria per lunedì prossimo, 12 dicembre, e sono intenzionate ad andare allo sciopero generale di otto ore entro dicembre se la manovra non andrà in direzione di una maggiore “equità”. Nel frattempo i partiti politici sono a lavoro per mettere a punto quelle “pochissime modifiche” che il premier si è detto pronto ad accogliere, senza snaturare naturalmente la natura complessiva del provvedimento. In queste ultime ore sembra aprirsi uno spiraglio per un “alleggerimento” rispetto al mancato adeguamento all’inflazione per le pensioni, che potrebbe scattare solo per quelle al di sopra dei 1.400 euro, ossia tre volte il minimo dell’assegno sociale, superando la precedente soglia di circa mille euro. L’indicazione è venuta dalla commissione Lavoro della Camera, che ha approvato un parere alla manovra che va in questo senso e che è stato definito dal viceministro al Welfare Michele Martone “interessante”. “Sta emergendo una proposta interessante sulla deindicizzazione delle pensioni secondo la linea aperta dal ministro Fornero. il governo presterà attenzione, ma resta il problema dei saldi invariati”, ha detto Martone sottolineando che “il governo prende atto della proposta e del senso di responsabilità manifestato dalla commissione di ragionare a saldi invariati in un momento di grande difficoltà”. Una lieve apertura insomma, arrivata dopo quella della titolare del dicastero Elsa Fornero, che a proposito di un possibile maxiemendamento che modifichi il testo approvato in Consiglio dei ministri si è augurata “che ci sia solo un miniemendamento”, perché “mi aspetto aggiustamenti, non stravolgimenti” dal momento che “non ce li possiamo permettere”.
(Pif – 7 dic)