Quattro morti e 57 feriti: è questo il bilancio degli scontri scoppiati in Egitto, al Cairo, all’alba. È il quarto giorno di proteste a piazza Tahrir e continua a salire il numero delle vittime e dei feriti, tra cui un ragazzo di 15 anni che sarebbe in condizioni gravi: dalle notizie che si susseguono su Twitter, in totale sarebbero 15 i morti, 603 i feriti e 230 i fermati. La tensione nella notte è salita con il raid della polizia in assetto antisommossa e dei soldati che hanno sparato proiettili e lacrimogeni e hanno picchiato alcuni manifestanti con dei bastoni. E ora il ministro dell’Interno egiziano richiama le forze dell’ordine alla calma per tutelare la sicurezza dei manifestanti, invitandoli alla moderazione negli interventi. Anche il candidato alla presidenza, Mohamed el Baradei, ha chiesto all’esercito e alla polizia di interrompere immediatamente l’uso della forza: secondo el Baradei, il consiglio militare deve dare “un segnale chiaro che a tutti che esercito e polizia rispetteranno la legge e manterranno il sangue freddo”. Anche Amnesty International ha condannato l’uso eccesivo della forza impiegato in questi giorni al Cairo contro i manifestanti e ha nuovamente chiesto che siano interrotti tutti i trasferimenti di armi, munizioni e forniture militari (come gas lacrimogeni, proiettili di gomma e di plastica e veicoli corazzati), che potrebbero essere usate per commettere violazioni dei diritti umani. Rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi, secondo Amnesty International, “o la polizia militare ha ricevuto l’ordine di disperdere i manifestanti a ogni costo oppure il Consiglio supremo delle forze armate non ha il controllo dell’esercito e delle forze di sicurezza. In entrambi i casi lo scenario è preoccupante”, ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice di Amnesty International per l’Africa del Nord e il Medio Oriente. (Cle – 20 dic)