Berlino, 22 ago – La maledizione dei faraoni sembrerebbe colpire ancora: parola di un anonimo tedesco. L’uomo, che non ha voluto rivelare le proprie generalità per evitare di incorrere in problemi legali, ha inviato all’ambasciata egiziana il presunto frammento di un bassorilievo faraonico, sottratto dal suocero nel 2004. Il furto – a quanto pare – avrebbe procurato al malcapitato “Indiana Jones” una catena ininterrotta di sciagure, terminata soltanto con la sua morte: l’uomo, assicura il genero, dopo il furto avrebbe cominciato a soffrire di strane febbri, paralisi, ed improvvisi attacchi di stanchezza. Ecco che si aggiunge un altro capitolo alla misteriosa saga iniziata con la scoperta del tesoro di Tutankhamon nel 1922 ad opera degli archeologi Howard Carter e Lord Carnavon, e con la repentina quanto oscura morte di quest’ultimo: si racconta che, nell’istante del suo trapasso, avvenuto contemporaneamente a quello del suo cane, al Cairo si fosse verificato un inspiegabile black-out. La “maledizione del faraone” – un’iscrizione all’ingresso del sepolcro di Tutankhamon che recitava “la morte colpirà immediatamente chi disturberà il sonno del faraone” avrebbe colpito, secondo la leggenda, altre 20 persone. Una semplice suggestione?