Con una votazione che ha visto ricompattarsi la vecchia maggioranza di centrodestra la Giunta per le elezioni del Senato ha votato contro l’incompatibilità tra la carica di senatore e quella di sindaco, andando nella direzione opposta a quella decisa dalla Corte costituzionale in una sua sentenza dell’ottobre scorso. Durante la votazione, per protesta, i senatori del Pd e dell’Idv hanno abbandonato l’aula della Giunta. E’ passata quindi la proposta del senatore Alberto Balboni che ritiene valida la sentenza della Consulta solo dalla prossima legislatura o nel caso in cui un senatore dovesse essere eletto sindaco alle prossime elezioni amministrative. Insomma, a partire dalla sentenza della Consulta e così i posti di sindaco di Molfetta e Afragola sono salvi e i senatori del Pdl Antonio Azzollini e Vincenzo Nespoli potranno continuare ad occupare le rispettive poltrone. La Corte costituzionale aveva stabilito al contrario l’incompatibilità con la carica di senatore per i sindaci di Comuni con popolazione superiore ai 20 mila abitanti. Il presidente della Giunta Marco Follini si è detto “stupito di vedere in prima linea la Lega difendere i sindaci di Afragola e Molfetta”, mentre il senatore dell’Idv Luigi Lil Gotti ha parlato di “una decisione assurda”. “Vergognosa” la definisce il vice presidente dei senatori del Pd Felice Casson, che sottolinea come quello di oggi è un atto “che ci fa tornare ai tempi di Berlusconi” quando venivano “tutelati gli interessi singoli di poche persone in violazione di una sentenza della Corte costituzionale”. “Non è accettabile – ha sottolineato Casson – il comportamento, in particolare, della Lega che alla Camera sostiene una tesi e al Senato un’altra, che nei territori attacca la politica e in Senato difende le poltrone dei sindaci di Molfetta e Afragola”.
(Pif – 21 dic)