Trentadue anni fa veniva ucciso Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana, trucidato dalla mafia nella sua automobile con la quale, con moglie e figlio, si stava recando a messa. Mattarella, uno degli esponenti politici democristiani più importanti all’inizio degli anni Ottanta – da molti indicato come possibile leader della Dc – è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata; oggi è stato ricordato a Palermo in una cerimonia pubblica, nel luogo dell’eccidio, in via Libertà alla presenza del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Diverse le parti politiche che hanno voluto rendergli omaggio a trentadue anni dalla sua scomparsa. Secondo Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, “resta attuale come non mai la testimonianza e l’esempio di Piersanti Mattarella. L’Italia dei Valori oggi vuole ricordarlo con commozione e non dimentica che fu ucciso da un intreccio perverso fra politica, mafia ed affari che egli contrasto tenacemente, con l’intransigenza dello statista, con la coerenza della politica con le carte in regola e con la straordinaria laicità di un vero credente”. “Nel 32° anniversario del suo assassinio – commenta anche Enrico La Loggia (Pdl), presidente della Commissione Parlamentare per l’Attuazione del federalismo fiscale – ricordo con commozione la figura di Piersanti Mattarella, grande uomo e politico rigoroso, che seppe con vigore respingere il marciume mafioso che, soprattutto in quegli anni, cercava di inquinare la politica”. “Il suo coraggio -prosegue La Loggia – e il suo impegno non vengano dimenticati, ma fungano, piuttosto, come preziosa indicazione per la lotta che tutt’oggi stiamo combattendo e come modello per quelle giovani generazioni che sognano una Sicilia con le carte in regola per meglio affrontare il proprio futuro”.
(6 gen – Lam)
