A volte la rivalità è solo virtuale. Sicuramente è rock. E’ quanto cerca di spiegare oggi Luciano Ligabue che ha deciso di dire la sua sulla diatriba nata qualche mese fa con il rocker di Zocca. Dopo l’attacco di agosto di Vasco Rossi che su Facebook aveva scritto “deve mangiare ancora un po’ di polenta” e che solo nei giorni scorsi aveva addolcito i toni con un nuovo messaggio in cui parlava del cantante di “Certe notti” evitando polemiche, “Rinnovo la stima per Ligabue. Non esiste alcuna antipatia, odio o rivalità tra me e lui. La nostra è tutta una finta commedia”, è arrivata l’attesa risposta della rockstar di Correggio. Anche Liga ha scelto il famoso social network e proprio sulla sua pagina Facebook con un post in risposta a quello di Vasco, ha precisato definitivamente il suo punto di vista in merito alla vicenda: “Siamo imparagonabili perché molto diversi (come ogni altro è diverso da ogni altro)”, “ridurre la musica a una gara vuol dire semplicemente svilirla. Quindi è una rivalità di cui hanno bisogno certi giornali e alcune frange estremiste di fan”. In sostanza, Liga ha voluto sottolineare è che “a fare le spese di beghe come queste è sempre stata, purtroppo, la musica. La mia musica e la sua musica”. Lo scontro tra i due simboli del rock italiano è però solo uno dei tanti. Montante ad hoc o genuine, sono tante le rivalità, le gelosie, antipatie e competizioni che accompagnano il mondo della musica e, in particolare quello delle rockstar. Storica è la “concorrenza” tra i Beatles e i Rolling Stones, tra i Deep Purple e i Led Zeppelin, gli U2 e i R.E.M. E, ancora, tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet, tra i Nirvana e i Pearl Jam, gli Oasis e i Blur. Senza dimenticare i “nostri” Marlene Kuntz e Afterhours. La loro rivalità però con il tempo è diventata collaborazione. La vera “sfida” resta, tuttavia, quella tra i Beatles-Rolling Stones: ancora oggi la divisione tra i fan dei gruppi è netta. Su Internet non mancano forum, discussioni, blog, gruppi su Facebook: gli storici pilastri del rock animano le chat della comunità virtuale e sembra, leggendo quanto scrivono i fan, che dagli anni ‘70 ad oggi nulla è cambiato. La diatriba, insomma, continua, nonostante c’è qualche ragazzo che come Morandi ama sia i Beatles che i Rolling Stones. (Gil – 17 gen)