“La legge 10 del 2011 ha reso di fatto non più operativa la Protezione civile”: dopo le polemiche di questi giorni con il sindaco di Roma Gianni Alemanno sulla gestione dell’emergenza maltempo, il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, nel corso di un’audizione presso la commissione Lavori pubblici del Senato, prova a mettere le cose in chiaro, difendendo il suo operato in questi giorni. “Per tutto sabato sono stato messo alla berlina su tutte le tv e gli organi di informazione. Chiedo rispetto” afferma Gabrielli, che aggiunge: “Quello che fa la differenza non sono le previsioni, ma le pianificazioni. Rimettersi esclusivamente alle previsioni se non c’è pianificazione è un gioco impraticabile. Io non sono mai entrato in polemica arbitrariamente. Ho letto sabato che Alemanno si scagliava a testa bassa contro il servizio previsioni meteo chiedendo una commissione d’inchiesta e avevo l’obbligo morale di difendermi. Mi sono permesso di ribattere dicendo semplicemente che le previsioni erano corrette e che il giorno prima avevo chiesto al sindaco se c’erano necessità da parte sua”. Il prefetto si dice poi pronto a farsi da parte: “Il capo del Dipartimento è poca cosa; se dovessi rendermi conto di essere d’intralcio alla crescita del sistema non aspetterei un secondo a farmi da parte. Ma i problemi sono altri, sono l’agibilità della Protezione civile dopo la legge che l’ha depotenziata”. Il capo della Protezione civile, che oggi pomeriggio si è incontrato con Monti (oggetto del colloquio la prossima ondata di maltempo che dovrebbe colpire le regioni del centrosud in settimana), sottolinea che il presidente del Consiglio ha fiducia in lui: “So di avere la fiducia di chi mi ha rinnovato nell’incarico, cioè del premier Mario Monti, che è persona poco incline ai proclami. Quando Monti – aggiunge – riterrà che non c’è più fiducia, mi rimuoverà”. (Roc – 7 feb)
