(10 feb) Fa tappa in Ghana, fino al 24 febbraio, nel villaggio di Abtenim, il progetto itinerante “Journey into Fragility”, concepito dall’artista toscana Maria Rebecca Ballestra e ispirato alla “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo” sul tema della crisi ambientale. L’evento, curato da Luca Bochicchio, si svolgerà all’interno dell’International land art workshop 2012, organizzato da Nka Foundation. In totale sono previsti 12 diverse iniziative (installazioni, video, community project e interventi site specific) in altrettanti Paesi del mondo disseminati nei cinque continenti, con l’intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra e, al contempo, suggerire nuove soluzioni per la salute del nostro pianeta. Per ogni tappa – dalla cadenza mensile – sarà coinvolto un ente scientifico e un differente curatore e saranno organizzati workshop, conferenze e dibattiti. Al termine del progetto, che si concluderà nel gennaio 2013, sarà organizzato un grande evento espositivo che avrà luogo a Venezia parallelamente alla Biennale d’Arte: in questa occasione verranno presentate tutte le fasi di Journey into Fragility, discussi i risultati raggiunti paese per paese, proposte nuove soluzioni e valutate opportunità future. A conclusione di ognuna delle 12 fasi del progetto, la relativa documentazione sarà pubblicata sulla pagina web www.journeyintofragility.com. (Roc)
SCHEDA / CHE COS’E’ LA “CARTA DI ARENZANO”?
La “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo”, composta da dodici tesi e firmata nel 2001 nella cittadina della provincia di Genova da cento poeti di 38 nazioni diverse, fra i quali 5 premi Nobel e 6 premi Pulitzer (si ricordano Derek Walcott, Seamus Heaney, Adonis, Bei Dao, Mario Luzi, Yves Bonnefoy, Andrea Zanzotto, John Ashbery), è stata ideata da Massimo Morasso al fine di ripensare in modo costruttivo il tema della crisi ambientale. Il progetto “Journey into fragility” si propone di diffondere i principi fondamentali della Carta.
