“Se dovessi restare non farei che ostacolarti dunque me ne andrò…addio, per favore non piangere”. Così cantava Whitney Houston nella famosissima “I Will Always Love You”, brano che resterà nella storia della musica e soprattutto nei cuori dei suoi fan. Quei fan che oggi, riascoltando quella canzone così come “Saving All My Love for You”, “Greatest Love of All”, “One Moment in Time”, “I Have Nothing” non potranno non emozionarsi e commuoversi. Non potranno “non piangere”. Soprattutto, però, si chiederanno perché, ancora una volta, un talento, un’artista, una delle donne di maggior successo nel mondo della musica non ce l’ha fatta a sconfiggere la depressione, l’alcol e la droga. Whitney Houston, è morta, infatti, questa notte: è stata ritrovata senza vita nell’hotel di Beverly Hills in cui alloggiava con alcuni amici per partecipare ad una serata che precedeva i Grammy Awards. Aveva 48 anni. Quel brano, colonna sonora del film “La guardia del corpo” è stato il singolo più venduto nella storia da una artista femminile. Sono state, infatti, oltre 16 milioni le copie vendute. Sono tanti, tuttavia, i record della cantante e attrice statunitense che passerà alla storia proprio come “la ragazza dei record” dell’industria discografica americana: “The Voice”, come veniva chiamata, nel 2008 è stata dichiarata dal Guinness dei Primati l’artista più premiata e popolare al mondo. Nella sua lunga carriera, iniziata negli anni ottanta, ha guadagnato 6 Grammy Awards. L’artista, inoltre, detiene il record per numero di American Music Awards, avendone ricevuti 22 in tutta la sua carriera. Per anni poi, è stata al top delle classifiche mondiali vendendo complessive tra album, singoli e video più di 170 milioni di copie. Ma dopo il successo e la popolarità è arrivato il declino: Whitney Huston era ormai lontana dalle scene musicali dal 2009 per varie vicissitudini private (la separazione dal marito) e legali (la causa con il padre e manager, John Houston, che le aveva fatto causa per 100 milioni di dollari) ma soprattutto, per vicende legate ad abuso di alcol e droga anche se la sua casa discografica e lei stessa negarono duramente per molto tempo. Oggi a ricordarla è tutto il mondo della musica: “Whitney: il motivo della mia passione, della mia gioia, del mio destino. E’ il momento di piangere e cantare per te”: scrive Laura Pausini sulla sua pagina Facebook mentre Giorgia, sullo stesso social network, dice di non avere parole: “Non ne trovo. Mi sembra sia morto un parente e un pezzo di vita”. “Whitney… La regina. Se n’è andata. Ti ho ascoltata fino allo sfinimento” ha scritto invece Elisa sulla sua pagina Facebook. Il padre di Amy Winehouse, invece, all’annuncio della morte della cantante ha voluto ricordare anche la figlia: “Amy, Etta, Whitney. Che grande trio di ragazze oggi in cielo” è, infatti, il commento scritto da Mitch Winehouse su Twitter. Con la morte di Whitney Houston se ne va un’altra leggenda della musica come ha ricordato Christina Aguilera, e come è successo per altri miti iniziano a farsi avanti ora, ipotesi e teorie sulla sua fine. Sarà l’autopsia che verrà fatta all’ospedale di Los Angeles, dove si trova ora la salma, ad accertare le cause della morte tuttavia secondo il sito di celebrità Tmz, nella stanza d’albergo dell’artista non sono state trovate droghe. Secondo il sito, infatti, la cantante potrebbe essere annegata nella vasca da bagno. Una cosa è certa: chi ha amato Whitney Houston l’amerà per sempre. (red – 12 feb)

