(16 feb) – Mario Petrucci è un poeta italiano di adozione britannica, vincitore di numerosi concorsi, ambientalista, fisico e saggista avant-garde. Le sue produzioni, tra cui “Lettere all’Ucraina”, vengono stampate mensilmente dal settimanale ucraino The Day, al quale il poeta ha concesso una lunga intervista. Petrucci, autore di poesie su Chernobyl e co-autore di “Heavy Water”, documentario dedicato alla tragedia di Chernobyl, è molto conosciuto nell’Europa dell’est: “Parlare con l’Ucraina, attraverso queste lettere, è un po’ come dialogare con un vecchio amico al telefono, che rimane in silenzio ma riceve con attenzione tutto ciò che viene detto. E’ stata un’opportunità di condividere le mie più profonde questioni filosofiche e spirituali al pubblico nel modo più intimo possibile. Ho sempre sentito una profonda affinità con l’Ucraina, – dice Petrucci – come già accaduto quando scrissi la poesia di Chernobyl poi diventata ‘Heavy Water’: un film per Chernobyl”. Il poeta spiega così a The Day il suo interesse per il paese dell’ ex Unione Sovietica: “L’Ucraina sta vivendo – come per gran parte della sua storia – un importante sconvolgimento economico, politico e culturale, e questa l’occasione per immergersi più profondamente nell’illusione di un progresso economico e politico”. Nonostante la distanza, c’è molto in comune tra ucraini e gli italiani: “L’Italia, come la maggior parte delle nazioni di oggi – spiega Petrucci – è coinvolta nella risoluzione di problemi economici. Spesso identificano se stessi con la parola ‘economia’. Ma un essere umano non è un’economia o un’unità economica. Non siamo esseri di consumo, ma atemporali. Presi dalla routine delle attività quotidiane e nella nostra ossessione di progresso, la novità diventata ciò che accade a Berlusconi o il destino dell’euro. Invece la vera novitàé dentro di noi, tra coloro che amiamo. Non ci sono ucraini e italiani, ma solo esseri umani – spiega Petrucci -. Quello che abbiamo in comune, in questo caso, non è tanto un’affinità culturale tra le due nazioni ma una coscienza comune, che ci dà la possibilità di esplorare la vita insieme come essere umani e non come unità economiche”. (Peg)
SCHEDA / MARIO PETRUCCI, NON SOLO UN POETA
Mario Petrucci è nato nel 1958. Ha svolto il tirocinio come fisico al Selwyn College di Cambridge, in seguito ha ottenuto il dottorato in Optoelettronica e una laurea in Studi Ambientali alla Middlesex University. Petrucci un poeta, saggista, compositore. E’ l’unico poeta ad aver collaborato con l’Imperial War Museum e con la BBC Radio 3. Dal 2000, grazie a ripetute collaborazioni con la Royal Literary Fund, ha sviluppato nuove tecniche di istruzione, scrittura creativa e sperimentato nuove tecniche di apprendimento, tra cui le forme di dialogo creativo tra scienza e poesia. le competenze di studio, compresa eccitanti nuove forme di dialogo creativo tra scienza e poesia (come il suo contributo nella definizione di strategie di scrittura creativa che si servono delle scienze). Tra il 2003 e il 2005 stato giurato per conto della Poetry Book Society. Dalla fine degli anni Ottanta, Petrucci ha co-fondato lÕorganizzazione letteraria londinese Writers inc., un gruppo sperimentale dedicato alla poesia da recitare pubblicamente chiamato ShadoWork e la casa editrice Perdika Press.
