Le sue opere si generano e nascono nelle città plumbee dei dormitori, dei gasometri, nella terra promessa delle periferie dei sobborghi. In quella che Raptuz, artista di strada cresciuto nella vasta periferia lombarda, ha ribattezzato “La strada madre” e che dà il titolo alla mostra delle sue opere che si tiene da oggi al 9 marzo alla Galleria Schubert di Milano. In mostra una serie di tele realizzate con vernice spray, acrilici, smalti, idropitture realizzate con tecniche e materiali classici della tradizione writing, soprattutto: vernice spray, acrilici e smalti, idropitture. Raptuz prepara le tele in modo da simulare il muro grezzo, spesso utilizza stencils tagliati a mano e poi distrutti dopo un solo utilizzo. Al loro fianco, Raptuz non disdegna l’utilizzo di applicazioni di oggetti che hanno un significato simbolico, che conosce bene e fanno parte del suo vissuto, tipo: pennelli, matite da muratore, pezzi di cartone, bombolette, proiettili, bandane e naturalmente il talento. In occasione della inaugurazione di oggi, dalle 18 alle 22, sara’ presentata la monografia nella quale l’artista milanese, oggi 43enne, fondatore nel 1990 della TDK Crew, che diverrà un mito nell’ambiente del writing italiano, festeggia il suo 25.mo anniversario di writing e nella quale scrive: “La strada mi ha dato guai, ma mi ha anche tolto dai guai, dal momento in cui ho focalizzato la mia energia sul writing piuttosto che sulle altre cattive strade che avrei potuto facilmente prendere”.
(Red – 21 feb)
