“Il governo siriano non è stato in grado di proteggere la popolazione”, al contrario ha commesso dei veri e propri “crimini contro l’umanità” con “l’apparente consenso dei più alti livelli dello Stato”. E’ l’accusa contenuta in un rapporto presentato oggi a Ginevra dalla commissione di inchiesta dell’Onu sui diritti umani in Siria. La commissione infatti è in possesso di prove “credibili ed effettive che identificano membri di alto e medio livello dell’esercito – si legge nel rapporto – che hanno ordinato ai loro subordinati di sparare su manifestanti disarmati, di uccidere i soldati che si rifiutavano di obbedire a tale ordine, di arrestare persone senza alcun motivo, maltrattare i detenuti e attaccare indiscriminatamente quartieri abitati da civili”. La stessa commissione ha presentato inoltre una lista contenente i nomi dei diretti responsabili di questi crimini sui civili. La busta con i nomi è stata consegnata all’alto commissario delle Nazioni unite per i Diritti umani. L’auspicio della commissione inoltre è di raggiungere un dialogo politico tra i diversi Paesi anche attraverso la convocazione di una conferenza internazionale di pace. Mosca e Pechino continuano a frenare: dopo il loro veto alla risoluzione contro il regime di Assad, i ministri degli Esteri dei rispettivi Paesi si dicono d’accordo sul raggiungimento di una “soluzione pacifica che escluda qualsiasi interferenza straniera negli affari siriani”. Posizione diversa quella di Stati Uniti, Europa e nazioni arabe che stanno preparando un ultimatum per Assad che dovrebbe essere presentato domani alla conferenza internazionale sulla Siria che si terrà a Tunisi. Nel frattempo si parla di nuove sanzioni Ue contro la Siria e in particolare contro sette ministri colpevoli di violazione delle leggi umanitarie. Le nuove misure dovrebbero colpire la banca centrale e i metalli preziosi e verrà posto l’embargo sui voli cargo. (Cle – 23 feb)
