(29 feb) – Appena sente le parole “Spaghetti Western”, smette di parlare. “E’ un insulto al lavoro di Sergio Leone. Gli spaghetti si mangiano, i film di Sergio non sono qualcosa da mangiare. Bisognerebbe chiamarli Western Italiani”. Questo è Ennio Morricone, che si racconta sulle pagine del numero di marzo di Limelight, magazine cartaceo del network australiano ABC. Il musicista italiano ha raccolto i suoi maggiori successi come compositore di colonne sonore, che hanno fatto passare in secondo piano i suoi lavori più classici: “Un po’ mi infastidisce, e lo ha sempre fatto. Chiunque voglia studiare il compositore Morricone deve necessariamente prendere i considerazione entrambi gli aspetti del mio lavoro”. La fruttuosa collaborazione con Sergio Leone gli ha regalato il successo internazionale. “Io non sapevo neanche esistesse un vero e proprio genere Western”, ha confidato Morricone. “Quel filone – continua il musicista romano – ha rappresentato una svolta nella mia carriera. La mia produzione di musica da film, però, ha superato i 500 titoli, di cui solo una trentina sono western. Se proviamo a fare una statistica, è il 15% di tutto il mio lavoro…”. Il pensiero finale di Ennio Morricone è per il valore culturale della musica da film: “E’ un’espressione fondamentale del nostro tempo, parte della nostra vita quotidiana, è un collante che permette l’unione di diverse forme artistiche”. (Peg)
