(22 mar) – Nel 1998 i grandi gruppi della grande distribuzione organizzata (Gdo) rappresentavano in Italia poco meno di un terzo della dimensione economica complessiva realizzata dalle imprese del comparto alimentare; nel 2010, la rappresentatività era aumentata a circa il 50 per cento in termini di fatturato e di occupati. Nel complesso, diversi gruppi hanno raddoppiato (in alcuni casi quasi triplicato) il proprio fatturato. Le multinazionali estere, in particolare, hanno conosciuto un’intensa fase di espansione nel controllo delle imprese italiane: in particolare, l’ingresso nel mercato italiano da parte dei gruppi
francesi, iniziata con accordi di collaborazione e partecipazione in aziende italiane che rivestivano un ruolo di spicco nel settore, si è poi tramutata nella loro acquisizione. Il gruppo Carrefour, che nel 1998 aveva ancora una posizione di modesta entità, a 12 anni di distanza occupava il primo posto in termini di fatturato e valore aggiunto e il terzo per numero di addetti, grazie proprio a un intenso processo di aggregazione commerciale. All’incirca nello stesso periodo anche il gruppo francese Auchan, controllato dalla famiglia Mulliez, ha promosso una fase di ingresso e progressivo consolidamento dei legami di controllo con le imprese italiane: nel 2010 aveva così raggiunto il terzo posto in termini di fatturato e il primo quanto a occupati. I gruppi Supermarkets Italiani/Esselunga e Gecos (Pam) hanno invece mantenuto un posizionamento piuttosto stabile. Con l’affacciarsi sul mercato italiano di nuovi operatori della distribuzione di grandi dimensioni, anche stranieri, e di organismi complessi, quali le centrali d’acquisto, sono mutati i rapporti di forza tra produttori e distributori e conseguentemente la struttura dei mercati e dell’offerta al consumatore finale. Sugli aspetti economici di questa grande metamorfosi del comparto alimentare si sofferma uno studio della Banca d’Italia.
Fonte:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/QF_119/QEF_119.pdf
