(26 mar) – Con la quotazione di un maggior numero di imprese, l’Italia avrebbe molto da guadagnare in termini di impatto positivo sull’intera economia. Ad illustrarlo, una ricerca svolta dalla Bocconi, in collaborazione con Borsa Italiana. La ricerca calcola che se l’Italia portasse a 1.000 il numero delle aziende quotate si avrebbe un incremento del pil reale (tra lo 0,9% e l’1,5%), un aumento dell’occupazione (+137.000 posti di lavoro in un anno) ed un aumento del gettito fiscale (+2,85 miliardi di euro). Lo studio dimostra che in Italia, rispetto ai principali paesi europei, il numero delle società quotate è limitato rispetto al potenziale. Le 291 imprese domestiche presenti sul listino italiano ad inizio 2010 rappresentavano meno della metà delle imprese quotate in Germania, un terzo di quelle in Francia e poco più di un decimo di quelle in Gran Bretagna. Riguardo al peso delle imprese quotate rispetto al totale dell’economia, si evince che in Italia, sempre a inizio 2010, producono il 21% del fatturato nazionale e impiegano il 7% degli occupati. Lo studio stima nell’8% il contributo diretto delle imprese quotate alla formazione del pil per il 2009. Il contributo delle imprese quotate all’economia reale in Francia, Germania e Gran Bretagna risulta invece decisamente più consistente.
Fonte:
http://www.stampa.unibocconi.it/articolo.php?ida=9723&idr=1