Cotonou – E’ stato ufficialmente inaugurato a Cotonou il ‘Progetto di produzione e produttività agricola in Africa occidentale’ (Ppaao), un’iniziativa quinquennale del governo beninese e sostenuta da partner internazionali tra cui l’Italia. Obiettivo del programma, dal costo stimato in circa 61,4 milioni di dollari, è di accrescere la produttività agricola e di avere uno sviluppo sostenibile del settore grazie alla diffusione di nuove tecnologie.
L’altro aspetto consiste nel diversificare le produzioni e aumentare il valore aggiunto delle colture del Benin trasformandole localmente per poi esportarle. A beneficiare del progetto saranno soprattutto i produttori di riso, granoturco, ananas e anacardi.
Per il governo del presidente Thomas Boni Yayi, l’economista al potere dal 2006, l’agricoltura nazionale deve innanzitutto riuscire a soddisfare il fabbisogno alimentare di una popolazione in continua crescita. Finora frutta e verdura vengono importate dai paesi limitrofi, quali Nigeria e Burkina Faso, il riso dall’Asia, il grano, il latte e la carne dall’Europa e dal Brasile. L’altra sfida consiste nel diversificare le esportazioni e ricavarne maggiori entrate per rilanciare la crescita economica e creare posti di lavoro per i giovani.
La Cooperazione italiana interviene nel Benin con un Progetto di sviluppo rurale integrato nel Dipartimento del Mono, con l’obiettivo di sviluppare il microcredito tramite la creazione di 10 casse rurali di risparmio e prestito in altrettanti villaggi della provincia del Mono. Prevede, inoltre, la creazione di due vasche di piscicoltura, lo svolgimento di corsi di alfabetizzazione per adulti, nonché attività di formazione per circa 200 donne e 40 agricoltori. (9colonne)
