San Francisco – Pubblicati oggi pubblicati su PLoS ONE i risultati di uno studio sulla cura del diabete a Torino che, per la prima volta, dimostra come la collaborazione tra centri di diabetologia e medici di famiglia, secondo le modalità raccomandate dalle linee guida, allunga la vita dei malati. In 4 anni, dal 2003 al 2006, sono state seguite 31.104 persone maggiori di 20 anni (pari al 3,5% dei torinesi) da un team di ricercatori della Regione Piemonte, dell’Università di Torino e della Asl Torino 5. In estrema sintesi, i torinesi con diabete che, oltre che in carico al proprio medico di famiglia, erano seguiti anche dal centro diabetologico, secondo i più corretti principi, mostravano un rischio relativo di mortalità per tutte le cause e di mortalità cardiovascolare ridotti di oltre il 40% rispetto a chi veniva seguito solo dal medico di famiglia e di mortalità da tumore ridotto di circa il 26%. Lo stesso fenomeno si riscontrava con il rischio di infarto del miocardio e di ictus, maggiore del 30% nel gruppo seguito dal solo medico di famiglia, sino al rischio di amputazione degli arti inferiori che raddoppiava in questi ultimi. L’intero studio è consultabile al link: http://dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0033839. (9colonne)
