Brasilia – Dopo quella di Pechino, anche quella di Brasilia è ormai un’ambasciata “verde”. Entra infatti nel pieno della seconda fase il progetto “Ambasciata verde” nella sede diplomatica italiana a Brasilia. Durante l’inaugurazione della fase due dell’iniziativa ha preso parte ieri anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che ha visitato l’edificio. Due i memoranda di intesa: il primo, fra l’ambasciata, la Ceb e l’Università di Brasilia (Unb) per il settore fotovoltaico e, il secondo, tra l’ambasciata e la Compagnia di risanamento ambientale del distretto federale (Caesb) per il risparmio dell’acqua e la fitodepurazione. L’iniziativa rientra in un più ampio progetto del ministero degli Esteri, “Farnesina Verde”, per i settori principali: energia e acqua. L’iniziativa prevede lo scambio di energia tra l’impianto fotovoltaico della rappresentanza italiana e la Centrale energetica di Brasilia (Ceb), nonché la raccolta e la validazione dei dati tecnici che saranno presentati alla Conferenza Internazionale. Nel corso dell’iniziativa, si inaugurerà il nuovo impianto elettrico a led degli esterni dell’ambasciata. L’impianto fotovoltaico, che consta di 405 pannelli installati sul tetto dell’ambasciata da parte di Enel Green Power, sta già producendo un risparmio apprezzabile come anche quello di fitodepurazione, che si presenta come un giardinetto di aspetto gradevole, ultimato da un paio di mesi da parte di un gruppo di imprese italiane facenti capo alla società Ecomacchine. (9colonne)
