(9 apr) – C’è la firma italiana in calce all’ultima scoperta avvenuta negli scavi archeologici di Buya, in Eritrea. L’equipe internazionale guidata dal paleoantropologo della Sapienza, Alfredo Coppa, ha rinvenuto nuovi reperti umani e dell’industria litica risalenti a circa un milione di anni fa. Una scoperta eccezionale che ha subito fatto parlare gli scienziati di “Santuario delle amigdale”, poiché il sito è senz’altro uno dei posti a più alta concentrazione di manufatti litici di tipo acheuleano risalente a quel periodo: ai loro occhi è apparsa una spianata di reperti di basalto, scisti, selce e quarzite accumulatisi nel tempo a causa dei fenomeni di erosione differenziata. Si tratta probabilmente di depositi del fondo di un canale che, su una superficie di circa 400 metri quadrati, vede concentrate centinaia di amigdale attestanti una presenza umana importante e prolungata nel tempo. Il dettagliato lavoro dei geologi della missione ha permesso anche di precisare il contesto cronologico dei ritrovamenti, nonostante ci sia ancora attesa per le analisi strumentali che permetteranno di caratterizzare precisamente l’orizzonte temporale. Ad ogni modo, questi nuovi ritrovamenti, confermano in maniera definitiva che l’area investigata dall’equipe internazionale guidata dalla Sapienza si trova in una delle regioni a più alta potenzialità per le ricerche sulle origini della nostra specie sapiens, i cui diretti antenati compariranno proprio in Africa orientale due-trecentomila anni più tardi. (Ram)
