Istanbul – Ammonta 130 miliardi di dollari l’importo totale degli investimenti da effettuare per soddisfare il fabbisogno energetico entro il 2023. Sono le stime del progetto Vision 2023 che si traducono in una grande opportunità per le aziende elettroniche ed elettrotecniche italiane. Ventidue di queste, aderenti a Confindustria Anie, partecipano in questi giorni alla missione economica organizzata da Confindustria, Ice, Abi, Unioncamere e Rete Imprese Italia, sotto l’egida del ministero degli Esteri e del ministero dello Sviluppo economico. Le importazioni turche hanno chiuso il 2011 con una crescita superiore al 24% a oltre 173 miliardi di euro. Principali Paesi fornitori sono Germania (per i prodotti manufatti) e Iraq (materie prime, petrolio). L’Italia si conferma quarto Paese fornitore del mercato turco con una quota vicina al 6%. Per il 2011 il saldo commerciale risulta in negativo di 76 miliardi di euro. Le imprese italiane operanti in Turchia sono 867 (anno 2010), su oltre 23.800 imprese estere operanti nel Paese. Nel 2008 l’Italia era risultata prima nella graduatoria dei Paesi esteri che si sono aggiudicati contratti con le amministrazioni pubbliche turche. Attualmente la quota italiana sul totale degli investimenti diretti esteri implementati in Turchia supera i 3 punti percentuali. L’Italia si colloca dietro a Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda e precede Paesi come la Cina e la Corea del Sud. Principali settori coinvolti dagli investitori italiani sono bancario, energia, infrastrutture e industria della difesa. (9colonne)
