“Se sono l’ultimo romantico? Mi auguro proprio di no, spero di non essere solo”. Il romanticismo di Mario Venuti è lontanissimo “dal sentimentalismo stucchevole da baci Perugina” eppure “L’ultimo romantico” è il titolo del suo nuovo disco (Musica & Suoni-Microclima/Sony Music) anticipato in radio dal singolo “Quello che ci Manca”. “In un periodo come quello che stiamo vivendo, costretti ad affidare ogni speranza ai mercati e ai diktat numerici della finanza, la parola romantico dovrebbe riacquisire il suo antico significato – spiga il cantautore siciliano – romantico è chi reagisce alla razionalità con l’emotività, la fantasia e l’immaginazione”. Per Venuti, infatti, è romantico chi “crede nella forza dell’arte, della musica, del teatro. Chi lotta per la cultura. Negli ultimi vent’anni – spiega – ci siamo come ‘imbruttiti’ ma oggi qualcosa sta cambiando. Arrivano segnali positivi. C’è, per fortuna, ancora chi crede nella forza e nel valore della cultura e il Taetro Valle a Roma così come il Teatro Garibaldi di Palermo sono l’esempio di come gli spazi occupati della cultura diventino luogo di aggregazione, crescita, confronto”. “La fede nell’arte – secondo l’artista – forse può colmare la paure delle tempeste della borsa e dello spread altalenante e ancor di più colmare la sensazione di vuoto, di paura e di fragilità. Soprattutto l’arte può migliorare la qualità delle nostre vite”. L’album “L’ultimo romantico” segna il ritorno del cantautore siciliano, a tre anni di distanza da “Recidivo” (2009) e dopo l’esperienza teatrale con il musical “Jesus Christ Superstar”, “un’esperienza – dice – che mi ha divertito molto, anche se è lontana dalla mia quotidianità. ‘Jesus Christ Superstar’ è uno spettacolo straordinario e poi non potevo dire di no a un amico, Massimo Romeo Piparo”. Dall’ironica “Fammi il piacere”, “inutile negare che questa canzone è figlia dell’era del bunga- bunga” passando per “Rosa porporina”, “da tanto tempo sognavo di realizzare una canzone intrisa di esotismo orientale” fino a per “Quello che ci manca”, “il motore delle cose sono le nostre emozioni negate che cercano disperatamente albergo”, Mario Venuti va al di là dei generi e si conferma l’ultimo romantico nel senso più profondo: “Il brano che dà il titolo al disco esprime un chiaro sentimento di inadeguatezza rispetto al sentire corrente, tutto teso alla logica dei numeri, del profitto. I miei gusti sono diversi da quelli della maggioranza, ma voglio continuare a battermi per i miei ideali di bellezza”. Tra deviazioni in chiave blues o rock e languide dissolvenze, questo disco unisce orchestrazioni ariose e melodie che hanno reso celebre Venuti che oggi si dice soddisfatto ed entusiasta del suo lavoro: “Bello sarebbe non sentirmi più un sopravvissuto, un animale in via d’estinzione, l’ultimo romantico”. Nei prossimi giorni il cantautore siciliano incontrerà i fan e presenterà live i brani del disco alla Fnac di Milano, Torino, Verona, Palermo, Catania, Bari, Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova: “Ho un ottimo rapporto con in mie fan –alcuni di loro sono diventati miei amici. Accetto con piacere il confronto, le critiche e i suggerimenti”. (Gil – 8 mag)
