(16 mag) La passione per la musica e per i viaggi, la voglia di mettersi in gioco e di arrivare al successo, di far conoscere il proprio talento e di superare piccoli e grandi ostacoli. E’ con entusiasmo e voglia di crescere che Gianluca Marcianò ha lasciato l’Italia per andare all’estero “perché – è convinto – chi ha veramente voglia di arrivare a un buon risultato, di affermarsi, trovare riconoscimenti e far apprezzare le proprie capacità, decide sempre più spesso di lasciare il Paese”. Oggi Marcianò è felice è soddisfatto. Ha realizzato i suoi sogni: è un direttore d’orchestra affermato, apprezzato, elogiato. Applaudito in Europa come in Asia, è attualmente direttore musicale e principale del Teatro Nazionale dell’Opera e Balletto di Tbilisi, in Georgia, e direttore artistico del Festival Al Bustan di Beirut. Marcianò sin dal suo debutto al Teatro Nazionale dell’Opera di Zagabria nel 2007 è, infatti, sempre più richiesto dai teatri e dalle orchestre di tutto il mondo: “Ho studiato pianoforte all’accademia musicale di Firenze e mi sono diplomato in Italia. Parallelamente ho conseguito la maturità classica ed in seguito la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Pisa. Quindi posso affermare che tutta la mia preparazione, musicale e non, è avvenuta in Italia” racconta il giovane direttore che ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali per giovani musicisti ed ha debuttato in recital a dieci anni. “Vivo all’estero dall’ormai lontano 2002, quando decisi di accettare un incarico di assistente direttore d’orchestra al Teatro dell’Opera di Ljubljana in Slovenia. Da allora non sono più tornato in Italia se non come ospite o semplice turista” aggiunge Gianluca che nella sua brillante carriera ha diretto cantanti di fama internazionale. “Viaggiando spesso – continua – ho modo di incontrare molti italiani: sono persone che all’estero hanno guadagnato grandi successi e che si distinguono per professionalità e talento. Condividiamo tutti o quasi la sensazione che, qualora non fossimo emigrati, non avremmo avuto la stessa fortuna. Naturalmente – precisa l’artista spezzino – questa è una generalizzazione, ma purtroppo ha basi molto solide. Io sono molto felice della mia vita all’estero”. “L’Italia – ammette Marcianò – è nel mio cuore e mi manca ma posso sempre tornare come turista o semplicemente per visitare la mia famiglia. Oggi esiste una vera e propria ‘fuga di cervelli’ ma spero che un giorno le cose cambieranno”. Secondo il giovane spezzino tutto è legato al concetto di meritocrazia, che “solo fuori dall’Italia esiste davvero”. Negli anni trascorsi a Zagabria come direttore stabile, Gianluca ha diretto Nabucco, La Traviata, Turandot, Carmen, La Cenerentola and Il Barbiere di Siviglia: “I primi tempi sono stati duri – confessa il direttore d’orchestra – perché un italiano parte con un basso livello di conoscenza delle lingue straniere. Ora però ne parlo cinque senza problemi. Anche ritrovarsi completamente soli, dover fare nuove amicizie, cambiare il proprio stile di vita non è stato facile ma a parte questo inizio un po’ più faticoso tutto è sempre andato benissimo e sono felice della scelta che ho fatto dieci anni fa”. (Gil)