La desertificazione è un problema globale che coinvolge i territori di molti Paesi in via di sviluppo, e che riguarda anche i Paesi mediterranei e l’Italia stessa: oltre il 30% del territorio italiano è influenzato da processi di degrado e desertificazione. Questo processo tuttavia non è inevitabile e si può intervenire cercando di innescare un circolo virtuoso di miglioramenti attraverso un’attenta gestione del territorio in un’ottica di sostenibilità. Questo è quanto è emerso nel corso della prima giornata del workshop “Sviluppo e conservazione dei servizi degli ecosistemi contro siccità e desertificazione”, organizzato dall’Enea in collaborazione con Ispra, Cnr Cra e Inea, mettendo a disposizione e integrando le rispettive competenze e ruoli. “L’uso sostenibile del territorio si pone come obiettivo la conservazione degli ecosistemi ed il ripristino di quelli degradati, intesi come valore inestimabile per il benessere sociale ed economico – ha evidenziato Vincenzo Artale, responsabile dell’Unità tecnica modellistica energetica ambientale dell’Enea – Per conseguire questo risultato è necessario un impegno congiunto da parte di enti di ricerca, Università e delle istituzioni locali e centrali, per contrastare la fragilità ambientale dei territori e le conseguenze connesse alla sicurezza ed al benessere sociale. La siccità e la desertificazione vanno affrontate con strategie e con progetti di ricerca che permettano di intervenire sull’insieme dei problemi che portano al degrado e al depauperamento delle risorse, a cominciare dalla gestione del territorio e dell’ambiente e alle interazioni con le attività umane e produttive, tenendo in considerazione le capacità di carico degli ecosistemi e della rinnovabilità delle risorse”.
(Red – 14 giu)
