L’ aula del Senato ha sospeso l’ esame del decreto che rinvia le elezioni per il rinnovo di Comites e Cgie al 2014, in attesa che dal governo arrivino le cifre esatte sull’ ammontare dei risparmi ancora a disposizione. Dopo che ieri i due relatori del provvedimento Alfredo Mantica (Pdl) e Giorgio Tonini (Pd) avevano invitato il governo a chiarire “le cifre da gossip” che parlavano di 5 milioni di euro già spesi dei 6,7 di risparmi previsti dalla legge in conseguenza del rinvio delle consultazioni elettorali, il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini questa mattina in aula ha annunciato che la cifra ancora a disposizione in realtà supererebbe i 3 milioni e mezzo (esattamente 3.539.464) e di conseguenza l’ emendamento dei relatori che adattava la cifra da destinare alle attività per gli italiani all’ estero poteva crescere fino a quella somma, “magari fino a 3 milioni o al massimo 3 milioni e 200 mila, in via prudenziale”. Tuttavia la quinta commissione non ha avuto ancora dal governo nessuna “precisazione scritta” e per questo motivo il presidente Azzollini ha proposto all’ Assemblea di andare avanti nell’ esame del provvedimento accantonando gli emendamenti che riguardano la destinazione dei risparmi effettuati (l’ accordo raggiunto in commissione Esteri disponeva i 6,7 milioni di euro di risparmi per il sostegno degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all’ estero (4 milioni), il rifinanziamento delle attività di assistenza, diretta e indiretta, degli italiani residenti all’ estero in condizioni di indigenza (2 milioni) e il funzionamento dei Comites (700 mila euro). “Ove noi non dovessimo avere queste precisazioni – ha ammonito Azzollini – a quel punto dovremmo tornare a riunirci come commissione perché per noi varrebbe la relazione tecnica” che accompagna il provvedimento e che parla di 6,7 milioni. Richiesta di accantonamento degli emendamenti rifiutata però dai due relatori che hanno chiesto la sospensione del dibattito ritenendo “dirimente” la questione dei fondi: “Stiamo vivendo una situazione imbarazzante – ha sottolineato Mantica – perché le cifre che corrono sono ballerine e noi non siamo in grado di svolgere, come Parlamento, la nostra funzione fondamentale di controllo sull’ azione di governo”. “Per noi è dirimente innanzitutto sapere dove sono andati a finire i soldi – ha ribadito Tonini – dobbiamo sapere quali strade hanno preso e chi lo ha deciso”. Richieste ritenute “responsabili e adeguate” dal sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura che si è impegnato a fornire i chiarimenti in via ufficiale al più presto possibile. (Pif – 4 lig)
