Sono stati duecentosessantadue i rintocchi di campana che questa mattina hanno ricordato i 262 minatori morti intrappolati nel pozzo di Bois du Cazier di Marcinelle l’8 agosto del 1956, dopo lo scoppio di un incendio. Tra di loro c’erano 136 italiani, immigrati in Belgio nel dopoguerra alla ricerca di un lavoro. “Le commemorazioni della tragedia di Marcinelle servono a ricordare che la sicurezza sul lavoro è un diritto universale che, ancora oggi, viene troppo spesso violato” ha detto Laura Garavini, deputata del Partito democratico eletta nella Circoscrizione estero, ricordando l’incidente della miniera. “Ricordando i minatori di Marcinelle, oggi siamo chiamati a rendere omaggio a tutti i lavoratori morti sul lavoro, nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dei loro familiari. E’ positivo che negli ultimi tre anni, in Italia, gli infortuni sul lavoro siano diminuiti – aggiunge Laura Garavini – ma le 930 ‘morti bianche’ registrate nel 2011, restano ancora inaccettabili per un paese come l’Italia. Dobbiamo introdurre controlli più severi contro i datori di lavoro che non rispettano le normative sulla sicurezza e va migliorata l’azione di prevenzione contro gli infortuni”. “Marcinelle è per noi un simbolo del coraggio e della forza di centinaia di italiani partiti dalle loro terre per cercare fortuna e realizzare un sogno, rappresenta il lavoro italiano che si è voluto immolare, mai perdendo il suo orgoglio e il suo coraggio” ha dichiarato, invece, Aldo Di Biagio, deputato di Fli intervenendo alla giornata commemorativa della tragedia di Marcinelle. “Quest’anno – ha evidenziato – la commozione che accompagna questo evento è ancora più forte, in virtù dell’assenza del ministro Tremaglia che ha trasformato questo momento di dolore e di ricordo nella Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, tramutandola in memoria condivisa, in cui emozioni, immagini e sogni di intere generazioni hanno contribuito a costruire un pezzo della storia del nostro Paese”. (Po/red – 8 ago)
