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Il romanzo di Chocas contro i pregiudizi sulla terza età

it@withub.it by it@withub.it
24 Agosto 2012
in Archivio speciali - Libri
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“STO MOLTO MEGLIO DEI MIEI AMICI MORTI”, ROMANZO DIVERTENTE CONTRO I PREGIUDIZI SULLA TERZA ETÀ
Come fa un gruppo di pensionanti irrequieti a scomparire impunemente da una casa di riposo? La giovane Blanche, animatrice del laboratorio di scrittura e complice dell’impresa suo malgrado, lo sa bene. L’improbabile gang in fuga è guidata da un’energica donnetta in sedia a rotelle, una settantenne simpaticamente svanita e due nonnetti armati di petardi e moschetto. Sono anziani ma alzano il pugno chiuso e sono decisi a far ballare ancora un po’ il mondo sotto i piedi. Il racconto delle loro imprese si alterna a quello della vita di Blanche, divisa tra incontri di solo sesso e il lavoro con gli imprevedibili vecchietti della Casa delle Rose. A cosa porterà questa strana miscela di giovinezza, fantasia e voglia di vivere? “Sto molto meglio dei miei amici morti” (Elliot; euro 16; pp. 192) è un romanzo sottile, divertente e disinibito, in cui tira un incredibile vento di libertà che abbatte ogni pregiudizio verso una fase della vita considerata ancora un tabù. L’autrice Viviane Chocas è nata a Parigi nel 1962. Il suo primo romanzo, “Bazar Magyar” è uscito nel 2006. (Naf)

“DELITTO ALLE OLIMPIADI”: IL NOIR DI PAOLO FOSCHI
Giovane, bella e famosa, l’ostacolista Marinella Paris è la stella della squadra azzurra di atletica per le Olimpiadi di Londra. Ma alla vigilia della partenza per l’Inghilterra il suo cadavere viene trovato sulla spiaggia di Ostia dove la nazionale è in ritiro per rifinire la preparazione. Nessun sospettato. Niente arma del delitto. L’inchiesta è affidata al commissario Igor Attila, ex pugile medaglia d’argento alle Olimpiadi di Seul del 1988, con un passato di frustrazioni sportive e una dolorosa delusione amorosa alle spalle, ma tutt’altro che arreso al destino. Sarà lui a guidare il pool di agenti della Sezione Crimini Sportivi in un’indagine che farà luce sui compromessi e gli inganni del mondo dorato delle stelle dello sport. L’autore di “Delitto alle Olimpiadi” (E/O; euro 14; pp. 150) è Paolo Foschi, nato a Roma nel 1967, e diplomato in educazione fisica. Musicista per passione, ma giornalista per necessità, è redattore al Corriere della Sera, dove si occupa di economia e politica. Ha lavorato all’Unità, al gruppo Espresso e in Mondadori. (Naf)

LO SPAZIO E IL TEMPO PUBBLICI COME LEVE DELLA QUALITÀ DELLA VITA
Come si vivono il tempo e lo spazio pubblici? Quando l’uso spontaneo dello spazio pubblico è fonte di scontri fra diverse esigenze e quando invece è riappropriazione positiva di luoghi e modi della socialità? Quali strumenti hanno le istituzioni per integrare e governare l’espressione del mutamento negli usi dello spazio e le esigenze dei tempi di vita? Queste alcune delle domande, che riguardano la qualità della vita urbana, con le quali si è misurato un convegno svoltosi a Torino nel marzo 2011, di cui questo volume raccoglie gli esiti. I contributi forniscono elaborazioni teoriche ed esperienze pratiche sull’uso sociale dello spazio pubblico e del tempo in un orizzonte internazionale. Inoltre il libro presenta una panoramica degli uffici dei tempi e conciliazione dei ritmi di vita di varie città italiane, di diverse esperienze torinesi di spazi socioculturali di quartiere, nonché del progetto sperimentale “+Spazio+Tempo” realizzato negli ultimi anni dalla città di Torino. “Qui è ora. Lo spazio e il tempo pubblici come leve della qualità della vita e della cittadinanza attiva” (Quodlibet; euro 28; pp. 156) è a cura di Andrea Bocco, professore associato presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino. (Naf)

“LEGGENDO TURGENEV”, UN AMORE SOTTO IL SEGNO DEI ROMANZI RUSSI
Pur di sfuggire alla modesta fattoria in cui è nata e cresciuta e coronare il sogno di vivere in città, spinta dall’illusione del benessere e dell’affrancamento sociale, l’ingenua Mary Louise accetta di sposare il poco attraente Elmer, più vecchio di lei e desideroso di trovare moglie solo per dare un erede all’attività di famiglia. Si trova dunque intrappolata in un matrimonio senza amore, tormentata per giunta dalle cognate nubili che non le perdonano di aver turbato la loro esistenza rigida e abitudinaria, tesa a conservare un’apparenza di rispettabilità, e si rintana in un mondo tutto suo, al confine tra realtà e immaginazione, in compagnia del cugino invalido Robert. Tra i due nasce un amore romantico, mai consumato e per questo più intenso, a cui Mary Louise consacrerà la propria vita, trovando finalmente le parole per esprimere i propri sentimenti nei romanzi russi che Robert le legge in un cimitero di campagna abbandonato. Ma nell’ambiente chiuso e conformista che la circonda basta un minimo scarto dalla norma per veder segnato il proprio destino. Questa la trama di “Leggendo Turgenev”, scritto da William Trevor, irlandese già vincitore di numerosi premi letterari. (Naf)

TRA FANTASCIENZA E SATIRA, L’ULTIMO ROMANZO DI RICK MOODY
2025: Montese Crandall è uno scrittore frustrato la cui ossessione per le storie brevi lo ha portato a scrivere racconti lunghi una sola frase. È anche un collezionista di figurine di giocatori di baseball; tra le sue preferite, ci sono quelle della leggenda Dave McClintock, un lanciatore che in seguito a un incidente perde il braccio e se lo fa sostituire, per continuare a giocare, con uno meccanico. Nonostante siano rare, le figurine non gli consentono di mantenersi, e soprattutto di coprire le spese delle cure mediche della moglie malata e affetta da una grave dipendenza da scommesse online. Per sua fortuna, Crandall si gioca a scacchi la possibilità di romanzare il remake di un classico del genere horror, “La mano strisciante”, del 1963, e vince la partita. Per lui si tratta della grande opportunità di dimostrare alla moglie il suo vero talento letterario. Nella storia, gli Stati Uniti vogliono recuperare il loro ruolo di superpotenza mondiale, così decidono di lanciare una missione su Marte. Nove americani, in tre navicelle spaziali, viaggiano tre mesi per raggiungere il Pianeta rosso ed esserne i colonizzatori per tre anni. Di tutto l’equipaggio, solo un braccio umano (privo del dito medio) tornerà sulla terra schiantandosi nel Deserto di Sonora, Arizona. Il braccio potrebbe nascondere il segreto della rianimazione umana o forse è una macchina mortale di contagio, l’unica certezza è che comincia a strisciare attraverso le terre desolate di una civiltà sull’orlo del baratro, sia economico che culturale… “Le quattro dita della morte” (Bompiani; euro 21,50; pp. 912) è un incredibile, divertente, monumentale romanzo che racconta della vita su Marte, della clonazione di cellule staminali, di uno scimpanzé parlante, della dominazione sino-indiana del mondo, di viaggi economici con jet-pack, di unione famigliare, e dell’avvento dei palmari sottocutanei impiantati chirurgicamente. Con la prosa che da sempre contraddistingue per la sua ricchezza i romanzi di Rick Moody. (Naf)

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