Il 43% dei lavoratori italiani ammette livelli di stress superiori rispetto all’anno passato. Le principali cause sono le finanze personali, il lavoro e i clienti. Secondo una recente ricerca effettuata da Regus, fornitore mondiale di soluzioni ufficio, i lavoratori italiani sono sempre più stressati. Il sondaggio, condotto tra oltre 16.000 professionisti in tutto il mondo, evidenzia che più dei due quinti dei lavoratori italiani (43%) ammettono livelli di stress superiori rispetto allo scorso anno. La situazione nazionale, oltre alla persistente instabilità a livello economico mondiale, sono alla base dell’incremento dei livelli di stress: gli stessi partecipanti al sondaggio, confermano che i fattori scatenanti sono di natura professionale piuttosto che personale e individuano nelle finanze, nel lavoro e nei clienti le principali cause. Inoltre, la ricerca si è concentrata sulle possibili soluzioni e ha individuato che più della metà (56%) dei partecipanti italiani ritiene che il lavoro flessibile potrebbe ridurre gli attuali livelli di stress. Le principali cause di stress sono le finanze personali (50%), lavoro (46%) e clienti (46%). Più della metà (54%) dei partecipanti ritiene che il lavoro flessibile sia più adatto alle esigenze familiari; secondo il 39% dei partecipanti, il lavoro flessibile è più economico del lavoro con sede fissa e, secondo il 76%, consente di incrementare la produttività in quanto aiuta il personale a ridurre lo stress e ridurre i costi; a livello globale, i lavoratori di piccole aziende indicano i clienti (42%) come principale fonte di stress, mentre per i lavoratori di grandi aziende i clienti incidono in misura minore (27%), ma sono meno stressati dai dirigenti (20%) rispetto alle controparti delle grandi aziende (40%). (Red – 3 set)