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Assassin’s Creed tra le macchine di Leonardo

it@withub.it by it@withub.it
30 Settembre 2012
in Archivio speciali - Mostre
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ASSASSIN’S CREED TRA LE MACCHINE DI LEONARDO


“Art (R)evolution, il museo temporaneo di Assassin’s Creed” è il titolo di una esposizione parte di un progetto legato a Game Art Gallery (che lo scorso anno ha portato l’arte dei videogiochi alla Biennale di Venezia) per leggere e approfondire arte e cultura contenuta nei videogiochi. L’esposizione, che si tiene fino all’11 novembre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano, presenta un centinaio di opere originali firmate dagli artisti di Ubisoft. Il più importante museo tecnico-scientifico italiano ospita così vere e proprie opere d’arte contemporanee di un singolo videogioco riconoscendone il valore culturale e artistico. In mostra un centinaio di opere tra quadri, filmati, allestimenti particolari, quadri in tela, in affresco, in plexiglass, in legno, in pelle, in fine art e in mosaico. In particolare Massimo Giuntoli con l’opera “Osmosi” dà nuova vita ai video della saga con un’architetturale di luci. Samuele Arcangioli ha progettato e realizzato la “Macchina dei ritratti”, una stanza di 4 metri in cui il pubblico si trova ad attraversare le diverse identità dei soggetti principali. Inoltre due postazioni pc da gioco permettono al pubblico di accedere a workshop specifici e vedere le interviste agli sviluppatori di Assassin’s Creed. Inoltre al WOW-Spazio Fumetto di Milano, dal 2 al 23 ottobre, vengono esposte un’ottantina di tavole: dal Codice di Altair in versione inedita al tributo ad Ezio Auditore realizzato dall’artista No Curves. Lanciato nel 2007, Assassin’s Creed ha venduto più di 38 milioni di unità in tutto il mondo e oggi rappresenta una delle serie più popolari e vendute per le console di nuova generazione. (red)

A MILANO I “DIPINTI CANTATI” DELLE DONNE DEL BENGALA


Oltre 30 “pata”, in inglese “scrolls”, lunghe strisce di carta dipinta a mano, costituiranno il filo conduttore della mostra “Dipinti Cantati – Le Singing Women della tradizione indiana”. La mostra, che si tiene fino al 14 ottobre al WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano, consente, per la prima volta, di far conoscere al pubblico italiano le opere delle donne indiane del West Bengala che, ancora oggi, come per i cantastorie di un tempo, narrano fatti con l’ausilio del canto e dei dipinti; nei loro “racconti cantati” le vicende della tradizione si alternano con quelle di attualità o di interesse sociale, sempre espresse attraverso un linguaggio tradizionale, di antichissime origini. (PO / red)

A LONDRA LE FOTO “UGC” DI RICCARDO PREVIDI

Fino al 27 ottobre la galleria Waterside Contemporary di Londra presenta la mostra “Fifteen Minutes of Fame” che presenta, per la prima volta nel Regno Unito, le opere di Riccardo Previdi. Il 38enne artista milanese, oggi attivo a Berlino, presenta una serie di opere nelle quali cerca una trasfigurazione dell’universale nel particolare. Il risultato sono immagini che raffigurano e trasfigurano – attraverso diverse tecniche artistiche – eventi del vivere quotidiano. In particolare Previdi presenta un nuovo progetto per la mostra londinese: una “hall-of-fame” composta da immagini “user-generated-content”, scattate da clienti di negozi di telefonia mobile. (Big)

LA CAMERA DEI DEPUTATI “TORNA” A TORINO

Palazzo Carignano a Torino, prima sede della Camera dei deputati del Regno d’Italia, ospita fino al 9 dicembre la mostra “Rappresentare l’Italia. 150 anni di storia della Camera dei deputati”, organizzata dalla Fondazione della Camera. Si completa così un itinerario che ha visto la mostra fare tappa nelle tre sedi storiche della Camera. Dopo la “prima” a Palazzo Montecitorio (ottobre-dicembre 2011), la mostra è stata infatti allestita a Firenze, a Palazzo Vecchio (marzo-maggio 2012), nel cui Salone dei Cinquecento la Camera si riunì dal 1865 al 1870. L’esposizione è stata inoltre ospitata a Ravenna presso gli Antichi Chiostri Francescani della locale Fondazione Cassa di Risparmio, da dicembre a marzo scorsi. E’ stata finora visitata da oltre 200mila persone, di cui più della metà studenti. La mostra ripercorre i principali momenti della storia della Camera, intrecciando i grandi problemi della democrazia rappresentativa con l’evoluzione del Paese e offrendo, attraverso audiovisivi, documenti e illustrazioni, un itinerario sia tematico che cronologico dei 150 anni di storia unitaria, in cui la storia del Parlamento si accosta alle trasformazioni socio-economiche e culturali avvenute nel Paese e al succedersi dei grandi eventi nazionali e internazionali. Anche nell’allestimento torinese, la mostra espone al pubblico alcuni oggetti di rilevante valore storico: gli indumenti che Giovanni Amendola indossava nel 1925 quando venne aggredito dai fascisti e che recano ancora tracce del suo sangue; l’originale del trono su cui sedeva il re alla Camera in occasione del discorso della Corona; un banco dell’aula di Montecitorio con l’impianto di votazione attualmente in uso. Il percorso si conclude con una multivisione di forte impatto emotivo, che sintetizza in pochi minuti episodi, uomini, fatti e idee che hanno costruito la storia della Camera. (red)

UN VIAGGIO NEL TEMPO TRA ARTI E MESTIERI

Continuando nel solco di una ricognizione a largo raggio sulla pittura dell’Ottocento veneto, che caratterizza da anni l’offerta espositiva del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra, scelta apprezzata e premiata dall’affluenza di un pubblico che si aggira ogni anno intorno ai centomila visitatori, la mostra “Nobiltà del Lavoro. Arti e Mestieri nella Pittura Veneta tra ‘800 e ‘900”, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, fino al 4 novembre, illustra i diversi aspetti del lavoro attraverso le raffigurazioni dei mestieri svolti a Venezia e nell’entroterra veneziano lungo tutto il secolo che segue la caduta della Serenissima fino ai primi decenni del Novecento. La rassegna ripercorre la vita lavorativa tra i secoli XIX e XX, attraverso opere celebri e lavori meno noti di artisti che scelgono come soggetto del loro dipingere il popolo, còlto nell’esercizio delle attività quotidiane, tra le pareti domestiche, all’aperto o nei cantieri, nel verde pacifico dei campi o nella baraonda delle città. Tra gli autori selezionati, sono presenti i maestri che hanno contribuito a fare della storia della “pittura del vero” nel Triveneto un’eccellenza: Giuseppe Barison, Pieretto Bianco, Bernardino Bison, Noè Raimondo Bordignon, Eugenio Bosa, Italico Brass, Vittorio Emanuele Bressanin, Angelo Brombo, Guido Cadorin, Paolo Caliari, Guglielmo Ciardi, Luigi Cima, Federico Cusin, Angelo Dall’Oca Bianca, Oreste Da Molin, Eugenio De Blaas, Giacomo Favretto, Pietro Fragiacomo, Egisto Lancerotto, Cesare Laurenti, Giovan Francesco Locatelli, Domenico Mazzoni, Alessandro Milesi, Domenico Miotti, Napoleone Nani, Giovanni Nei Pasinetti, Stefano Novo, Pietro Pajetta, Antonio Paoletti, Antonio Rotta, Luigi Selvatico, Luigi Serena, Ettore Tito, Giuliano Tommasi, Umberto Veruda, Federico Zandomeneghi, Giuliano Zasso e Fausto Zonaro. La mostra è impreziosita da un magnifico teatrino meccanico sulle arti e sui mestieri, costruito nel 1934 da Mario Vergnani di Bondeno, storica attrazione dello spettacolo itinerante, che possiede un profondo valore culturale poiché rievoca momenti della vita quotidiana dell’Ottocento, in particolare della storia contadina. (red)

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