I “ventenni” di oggi sono ogni anno poco più di 600 mila quando, solo dieci anni fa, erano 800 mila e vent’anni prima quasi 1 milione. Sono meno, ma sono meglio istruiti di un tempo, eppure la loro collocazione pare un problema insolubile. I dati ci dicono che per i più giovani la disoccupazione è al 35 per cento e che, tra chi lavora, uno su tre è precario. Menomale che son pochi, commenta Emiliano Mandrone, ricercatore Isfol: se ci fossero i ventenni del 1987 con questa domanda di lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile sarebbe oltre il 50 per cento. Le cose potrebbero migliorare solo se i vecchi che hanno avuto troppo dessero qualcosa ai giovani che hanno avuto troppo poco…
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