Dall’analisi delle statistiche fornite dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea risulta che l’Italia è il Paese che ha subìto il maggior numero di sentenze di condanna per inadempimento. Se l’Italia commette ancora un numero relativamente elevato di violazioni della legislazione Ue, la responsabilità – sostiene l’economista Andrea Festa – è della politica, che legifera in maniera inappropriata o non legifera quando necessario. Una riprova è data dal fatto che la maggior parte dei ricorsi per inadempimento riguarda l’inosservanza di direttive, che rappresentano sostanzialmente l’unica forma di legislazione Ue che richiede agli Stati membri una successiva attività normativa interna. “Con alcuni casi, si pensi alla vicenda rifiuti in Campania [causa 297/08], che rappresentano davvero – conclude Festa – una cartina di tornasole di un certo atteggiamento dilatorio, inconcludente, costoso e irresponsabile nel gestire gli affari italiani ed europei”.
