Tra i punti materia di negoziazione riguardanti il dl firme al vaglio della Commissione Affari Costituzionali della Camera c’è anche la questione riguardante il voto degli italiani temporaneamente all’ estero appartenenti alle forze armate e alle forze di polizia, dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni e di Province autonome, e professori e ricercatori universitari. Al momento, la norma introdotta dall’ articolo 2 del decreto prevede che queste categorie di elettori votino nelle circoscrizioni di Camera e Senato in cui è compreso il Comune di Roma Capitale, vale a dire Lazio 1. Un emendamento del Pdl, presentato da Guglielmo Picchi e Anna Maria Bernini, prevede invece che le schede degli elettori temporaneamente all’ estero rientrino nella circoscrizione estera in cui si trovano. Secondo Picchi, si tratta di una questione meramente procedurale: “L’ emendamento all’ esame della Commissione Affari Costituzionali riduce gli adempimenti burocratici e temporali e agevola le operazioni di voto all’ estero, già di per sé difficoltose”. Già ieri, in Commissione Esteri, il Pdl aveva proposto una modifica all’ articolo 2 del decreto, non ottenendola. (20 dic – Caf)
