La quasi totalità delle scuole (86%) ritiene che i programmi educativi in ambito economico e finanziario debbano essere integrati nella programmazione scolastica annuale a partire dalle scuole primarie fino alle scuole secondarie. Sono i primi risultati della terza edizione dell’indagine sull’educazione alla cittadinanza economica realizzata dalla Fondazione Rosselli in collaborazione con il Consorzio PattiChiari. Negli ultimi anni il tema della cultura finanziaria ha assunto una crescente importanza in relazione ai cambiamenti che hanno interessato lo scenario economico globale. La terza edizione della ricerca, patrocinata dal ministero dell’Università e della Ricerca – Direzione per gli Ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica e rivolta a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado con la sola esclusione delle materne, ha coinvolto un campione di 2.097 istituti che hanno risposto presentando la propria esperienza didattica in tema di cittadinanza economica. La necessità di inserire l’educazione finanziaria nei programmi scolastici è sentita in tutte le aree del nostro Paese(Centro -86,7%, Sud 92,2%, Isole 90,6% e Nord- 81,3%) e nei diversi livelli scolastici, in particolar modo nelle scuole superiori, dove la percentuale tocca il 91,4%. La scuola è infatti fondamentale per una diffusione capillare dell’educazione finanziaria tra le nuove generazioni, specialmente in un periodo in cui parole come Spread, Euribor, inflazione e Hedge Fund sono entrate nella vita quotidiana delle famiglie italiane. I progetti educativi di cittadinanza economica sono presenti nella maggior parte delle scuole che hanno partecipato alla ricerca, con una maggiore incidenza al Nord (46%) rispetto a Centro, Sud e Isole.
(Caf – 17 gen)

