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A Milano “rivive” il mito di Dracula

it@withub.it by it@withub.it
25 Gennaio 2013
in Archivio speciali - Mostre
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A MILANO IL MITO DI DRACULA

Nel 1912 muore Bram Stoker, lo scrittore che, nel 1897, pubblicò il romanzo “Dracula”. Il mondo celebra il centenario della sua scomparsa con una serie di importanti eventi. La mostra “Dracula e il mito dei vampiri”, fino al 24 marzo alla Triennale di Milano – ideata da Alef in partnership con La Triennale di Milano e in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna – con circa 100 opere tra dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video – affronta e indaga la figura del vampiro per antonomasia, partendo dalla dimensione storica per procedere alla trasfigurazione letteraria, fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica e, infine, alle implicazioni sociologiche del mito di Dracula. Le diverse declinazioni del fenomeno del vampirismo sono affrontate in tre sezioni principali: “La realtà dietro il mito”, a cura di Margot Rauch, conservatrice del Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui provengono una serie di eccezionali documenti storici e opere tra le quali il primo ritratto del conte Vlad, figura storicamente esistita nel XV secolo e associata a quella leggendaria di Dracula; “Bram Stoker: Dracula” in collaborazione con la Bram Stoker Estate, che propone una riflessione sul vampirismo nell’ambito letterario con particolare attenzione all’opera di Stoker approfondita attraverso taccuini e documenti del romanziere esposti per la prima volta in Italia; “Morire di luce: il cinema e i vampiri” a cura del critico cinematografico Gianni Canova che, attraverso manifesti originali e videoproiezioni ci immerge nella storia del vampirismo sul grande schermo, dalle prime pellicole in bianco e nero degli inizi del Novecento fino alle saghe degli ultimi anni. (Red)

GLI ARAZZI AFGHANI DI ALIGHIERO BOETTI

Fino al 22 marzo, lo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano, ospita una personale di Alighiero Boetti (Torino, 1940-Roma, 1994), uno dei maestri italiani più importanti del Novecento, il cui lavoro ha influenzato, più di qualsiasi altro, quello di artisti più giovani che hanno iniziato a operare tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta e che è stato recentemente celebrato da un’importante retrospettiva tenuta al Reina Sofia di Madrid, alla Tate Modern di Londra e al Moma di New York. L’esposizione presenta 36 opere realizzate negli ultimi trent’anni di attività, nelle quali il tratto, il disegno e il colore sono diventati la materia essenziale della sua ricerca e che spaziano tra una pluralità di tecniche e di materiali che vanno dai disegni ai ricami, dai collage alle matite su carta, ai grandi acquarelli del Cielo, dai lavori postali alle biro, agli arazzi che rappresentano la sua icona più riconoscibile. Personaggio versatile, in grado di sviluppare una poetica singolare e molto attuale, Boetti ha saputo cogliere la complessità del mondo contemporaneo, superando anche le barriere di un universo culturale che oggi sembra chiuso da confini insormontabili, come quelli dell’Afghanistan, dove Boetti ha vissuto e realizzato molti dei suoi lavori. Il percorso espositivo comprende alcune opere storiche come la tela col disegno mimetico del 1967, o i Lavori postali degli anni Settanta, una serie di buste affrancate e timbrate messe le une accanto alle altre, o ancora quelle realizzate a biro con la quale creava una complessa e fitta texture, ovvero “un sistema di trasposizione delle parole in immagini, con la segreta speranza che un giorno troverò quella che disegnerà se stessa”. Il piatto forte della mostra è rappresentato dagli arazzi degli anni Ottanta, che Boetti faceva realizzare in Afghanistan, ricchi di colori e di frasi che sceglieva personalmente, per poi farle ricamare. (red)

A BRUXELLES L’OMAGGIO DI VEZZOLI ALLA MOGLIE DI PICASSO

In “Olga Forever!”, la mostra che Francesco Vezzoli presenta fino al 2 marzo alla Almine Rech Gallery di Bruxelles, l’artista bresciano, nella sua ricerca artistica dedicata alle donne-icona della storia che lo ha già portato ad indagare sulla vita di Edith Piaf, reinterpreta la vita della danzatrice russa e poi moglie di Picasso, Olga Khokhlova, rievocando una storia d’amore leggendaria iniziata nel 1917. “Olga piange per tutti i balletti che non ha mai ballato per amore di Picasso”. Così l’autore spiega le lacrime che percorrono il viso della donna. In via eccezionale, e grazie alla Almine Fundación y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte, Francesco Vezzoli ha avuto accesso a queste migliaia di istantanee di famiglia conservati nel Ruiz-Picasso Archives Olga, che sono gestiti dagli eredi di Picasso. L’artista italiano ha così selezionato 19 foto e ritratti di Olga Khokhlova che reinterpreta attraverso le tecniche della fotopittura e del collage, tecniche usate dallo stesso Picasso. (red)

MILANO CELEBRA L’EDITTO DI COSTANTINO

A Palazzo Reale di Milano fino al 17 marzo la mostra “Costantino 313 d.C.” celebra l’anniversario della emanazione dell’Editto di Milano da parte dell’imperatore romano d’Occidente Costantino e del suo omologo d’Oriente, Licinio. Con esso il Cristianesimo, dopo secoli di persecuzioni, veniva dichiarato lecito e si inaugurava così un periodo di tolleranza religiosa e di grande innovazione politica e culturale. L’iniziativa è promossa e prodotta da Comune di Milano, Palazzo Reale, Museo Diocesano di Milano e la casa editrice Electa, in collaborazione con il Mibac e con la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, la Fondazione Aquileia, l’Arcidiocesi di Milano e l’Università di Milano. Dopo Milano, la mostra proseguirà a Roma dal 27 marzo al 15 settembre, nelle sedi del Colosseo e della Curia Iulia. Le celebrazioni dell’Editto di Costantino si terranno anche ad Aquileia nel corso del 2013. Il percorso espositivo in Palazzo Reale si articola in sei sezioni che approfondiscono con più di 200 preziosi oggetti d’archeologia e d’arte, tematiche storiche, artistiche, politiche e religiose: dalla Milano capitale imperiale, alla conversione di Costantino, ai simboli del suo trionfo. Sono evidenziati i protagonisti dell’epoca, l’esercito e i suoi armamenti, la corte, i preziosi oggetti d’arte e di lusso. Una importante sezione della mostra è dedicata a Elena, madre di Costantino, imperatrice e santa, per mettere in risalto la singolarità di questa figura femminile all’interno della corte imperiale e della storia della Chiesa. (Red)

I “FIFTY KIDS” DI ELLIOTT ERWITT

Da una selezione di 50 scatti è nato “Fifty Kids” di Elliott Erwitt: una mostra, un libro, un progetto. Una raccolta delle più belle immagini di bambini scattate da Elliott Erwitt in oltre mezzo secolo di storia. Un evento dedicato ai bambini per aiutare altri bambini. Grazie alla vendita del catalogo e delle stampe fotografiche “Fifty Kids” sosterrà Adisco, l’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale. Promossa dalla Provincia di Roma nell’ambito del Progetto Abc Arte Bellezza Cultura e dalla Adisco in collaborazione con SudEst57, curata da Chiara Massimello e organizzata da Civita, la mostra è aperta al pubblico a Palazzo Incontro, a Roma, fino al 17 marzo. Figlio di emigrati russi, Elliott Erwitt è nato a Parigi nel 1928 ed ha vissuto la sua infanzia a Milano. Nel 1938 la sua famiglia torna a Parigi per poi emigrare negli Stati Uniti, dove nasce il suo interesse per la fotografia. Nel 1949 inizia la sua carriera di fotografo professionista, che lo porta spesso in Europa ed anche in Italia. Nel 1953, invitato da Robert Capa, entra a far parte della prestigiosa agenzia Magnum Photo, di cui sarà più volte presidente. Ad oggi, ha pubblicato oltre venti libri di fotografia e le sue opere sono state esposte nei più importanti musei del mondo. (Red)

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