(31 gen) Il Ministero della Salute ha denunciato il numero eccessivo dei primi parti cesarei che in Italia costituiscono un record: il 29,31% parti totali, con l’aggravante che il 43% dei primi parti cesarei sarebbe ingiustificato. Questo comporta non solo spreco di denaro pubblico, 80-85 milioni l’anno, ma soprattutto un aumento dei rischi per la salute della donna e del neonato. L’indagine del Ministero è scattata su indicazione dell’Agenas. I carabinieri dei Nas hanno acquisto e verificato a campione 3.273 cartelle cliniche di 78 strutture pubbliche e private per accertare la corrispondenza tra schede di dimissione (Sdo). I problemi di validità erano stati sollevati dall’Agenas che ha notato come la condizione “posizione e presentazione anomala del feto”, che è fortemente associata al taglio cesareo ed ha una frequenza nazionale dell’8% circa, risultava in alcune strutture molto rappresentata, raggiungendo in molti casi valori superiori al 20% ed in alcuni addirittura superiori al 50%. Valori incompatibili che “hanno fatto sorgere il sospetto di una utilizzazione opportunistica della diagnosi, non basate su reali condizioni cliniche”.
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