Sia pur ridimensionato rispetto alle settimane scorse, il tasso di astensionismo e di indecisione resta piuttosto alto. Se ci recasse oggi alle urne, circa 11 milioni e mezzo di italiani, il 24% degli aventi diritto, potrebbero restare a casa. Sul voto del 24 e 25 febbraio pesa anche il numero degli indecisi: oltre 7 milioni di elettori non hanno ancora compiuto una scelta. E’ uno dei dati che emerge dall’ultima indagine condotta dall’Istituto Demopolis per la trasmissione Otto e Mezzo. A rendere ancora più evanescente il consenso contribuisce il “Porcellum”, la legge elettorale in vigore con le liste bloccate: il 47% dei cittadini orienterà la sua scelta prevalentemente sul candidato premier o leader della coalizione; poco più di un terzo sceglierà il partito, meno di un elettore su cinque deciderà il suo voto in base ai candidati in lista per la Camera o il Senato a livello locale. A dare il segno dell’instabilità del mercato elettorale è anche il numero di quanti ammettono che nei prossimi giorni potrebbero cambiare idea: oltre un quinto degli elettori prende oggi in considerazione più di una lista. L’istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato il consenso attuale e potenziale alle 2 principali coalizioni: a 16 giorni dal voto, il centrosinistra si attesterebbe al 33,6%, il centrodestra al 28,5%. Molto significativo appare anche il bacino potenziale dei due schieramenti, che raggiunge il 40% per la coalizione di Bersani ed il 34% per quella di Berlusconi. Secondo Demopolis il Movimento 5 Stelle di Grillo supererebbe oggi il 18%, con un consenso in crescita di circa tre punti nelle ultime due settimane. In lieve flessione, la coalizione di Mario Monti, attestata oggi al 13,6%, e Rivoluzione Civile di Ingroia al 4,1%. All’1,4%, con un potenziale del 3, la lista di Oscar Giannino. L’attuale vantaggio garantirebbe a Bersani la maggioranza alla Camera. Secondo la simulazione effettuata dal Barometro Politico Demopolis, il centrosinistra conquisterebbe oggi 340 seggi. Centoventotto deputati andrebbero al centrodestra, 80 al Movimento 5 Stelle, 64 all’area dell’attuale premier. 18 seggi infine a Rivoluzione Civile: un dato ovviamente vincolato al superamento della soglia del 4%. L’esito delle prossime elezioni si giocherà comunque sul numero dei seggi attribuiti al Senato in base ai premi di maggioranza regionali. Se si votasse oggi, il centrosinistra vincerebbe nella maggior parte delle regioni, il centrodestra conquisterebbe i 14 seggi del Veneto. La vera partita si giocherà dunque in Lombardia e in Sicilia, le due regioni maggiormente incerte nelle quali l’Istituto Demopolis registra una situazione di sostanziale parità: circa un punto di vantaggio per Bersani su Berlusconi in Sicilia, con Grillo non molto distante. Appena 1 punto di margine per l’asse Lega-Pdl sul centrosinistra in Lombardia. Potrebbero essere poche migliaia di voti a determinare il risultato a Palazzo Madama. (Red – 7 feb)
