Bologna, 20 feb – E’ possibile ibernare un uomo? E’ possibile abbassarne la temperatura corporea di dieci o venti gradi senza che ciò danneggi irreparabilmente il suo cuore o il suo cervello? E, soprattutto, è possibile riportarlo alla vita attiva come se niente fosse successo? A queste domande, che affascinano da decenni gli scrittori di fantascienza, sembra dare una prima risposta positiva un articolo scientifico pubblicato sul prestigioso “Journal of Neuroscience” a firma di Matteo Cerri, Giovanni Zamboni, Roberto Amici e altri cinque fisiologi dell’Università di Bologna nel quale ripercorrono l’esperimento che ha permesso loro di portare un ratto ad uno stato di “animazione sospesa”, un mammifero che, come l’uomo, non è capace di ibernarsi spontaneamente.