“Bisognerebbe fare un salto di qualità per far votare i cittadini residenti all’estero presso le sedi consolari” ma questo “richiede una legge ad hoc e una organizzazione ad hoc del ministero degli Esteri”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri parlando del voto degli italiani residenti all’estero nel corso della presentazione della sala stampa del Viminale in vista delle elezioni. “Purtroppo – aggiunge Cancellieri – andava modificata la legge, ma non ne abbiamo avuto il tempo” e comunque, aggiunge il titolare del Viminale, “probabilmente, se anche avessimo cambiato la legge, non sarebbe accaduto il voto per gli Erasmus. Nel senso che occorre far sì che tutti i cittadini all’estero, definitivi o temporanei, possano esprimere la loro volontà”. “Quello che vorrei per il voto all’estero è fare una sperimentazione informatica, oppure una formula di posta più sicura”, dal momento che si possono verificare casi come quello del Sudafrica “dove siamo in difficoltà a causa dello sciopero delle poste. I plichi rischiano di arrivare in ritardo e oltre i tempi di scadenza consentiti”, ha aggiunto Cancellieri. Sul tema è intervenuta anche il prefetto Nadia Minati, direttore dei Servizi elettorali del ministero dell’Interno: “Il problema per il voto all’estero, applicando la legge del 2008, è che il sistema di scrutinio comporta tempi molto lunghi. A Castelnuovo di Porto abbiamo 361 seggi. Per dare un’idea, i comuni di Napoli o Milano hanno un numero di seggi inferiore”. Minati aggiunge che “oltre ad avere, ogni seggio, un numero elevato di schede, dobbiamo considerare che c’è anche lo scrutinio delle preferenze”, cosa che allunga ulteriormente i tempi. Al contempo però il prefetto ha sottolineato come, rispetto al 2008, in occasione di queste elezioni siano state messe in campo delle contromisure: “Ci sarà del personale aggiuntivo che aiuterà l’organizzazione e abbiamo aumentato il numero delle postazioni dalle precedenti 10-15 a 30”. (Kat – 22 feb)