Esce oggi “People, Hell & Angels” che raccoglie 12 brani inediti di Jimi Hendrix, registrati in studio dal 1968 al 1970, che rivelano per la prima volta una nuova dimensione sperimentale del leggendario chitarrista. A partire dal 1968 la crescente inquietudine artistica e la grande voglia di sviluppare nuovo materiale portò l’artista a lavorare al di fuori dell’Experience trio e a collaborare con nuovi musicisti, incluso Stephen Stills dei Buffalo Springfield, il batterista Buddy Miles, Billy Cox (con il quale Hendrix aveva servito il 101.mo battaglione dell’aeronautica americana e suonato nel famoso R&B “Chitlin” Circuit. Lontano dalla pressione dell’enorme audience, che aveva appena decretato l’“Experience Trio Tour” campione d’incassi, e dietro il successo di due album simultaneamente nella top ten americana, Jimi era impegnato in studio, intento a creare la sua prossima grande “impronta” musicale. Le 12 registrazioni inedite, pubblicate da Experience Hendrix LLC e Legacy Recordings, una divisione di Sony Music Entertainment, contengono una varietà unica di suoni e stili incorporando molti degli elementi – fiati, tastiere, percussioni e una seconda chitarra – che Jimi voleva inserire nella sua nuova musica ma che la morte per droga, avvenuta il 18 settembre 1970, non gli permise di sviluppare. “People, Hell & Angels”, titolo coniato dallo stesso Jimi, è coprodotto da Janie Hendrix, Eddie Kramer e John McDermott. Kramer incontrò Hendrix presso gli Olympic Studios a Londra nel gennaio del 1967. Hendrix, che avrebbe compiuto 70 anni il 27 novembre scorso, sviluppò un rapporto molto speciale con Kramer. Lo conferma il fatto che Kramer lavorò a tutti gli album pubblicati in vita da Hendrix, oltre a registrare il famosissimo concerto di Hendrix a Woodstock nell’agosto del 1969. (Red – 5 mar)