Bruxelles – “L’Unione europea ha registrato l’Indicazione Geografica Protetta Salame Felino proposta dai salumifici parmensi. Ora i consumatori avranno la certezza che i salami tutelati dall’IGP provengono effettivamente dal territorio del Comune di Felino e dagli altri Comuni della provincia di Parma e che sono frutto di una lavorazione avvenuta nel pieno rispetto della tradizione, dalla quale derivano sapori e caratteristiche senza eguali. Il salame di Felino grazie a queste qualità è noto ed apprezzato in tutto il mondo ed è per questo che molti produttori fuori zona, in Italia e in Europa, hanno avviato produzioni che si richiamano ad esso. Da oggi, salvo deroghe transitorie, questo non sarà più possibile”. Questo il commento dell’assessore all’agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni al riconoscimento da parte della Commissione europea dell’Indicazione Geografica Protetta al Salame Felino, con la quale sale a 37 il numero delle DOP e delle IGP prodotte nel territorio romagnolo. Il «Salame Felino» IGP prende il nome dal Comune di Felino, in provincia di Parma, centro di particolare importanza per il mercato suinicolo. Già dal 1927 le istituzioni pubbliche locali competenti, riconoscevano al salame prodotto nella Provincia di Parma la denominazione di Salame Felino. Tutte le fasi di produzione, compreso il confezionamento sottovuoto o in atmosfera protettiva, devono avvenire all’interno della zona d’origine, che coincide con il territorio amministrativo della provincia di Parma. Il via libera alla IGP per il Salame Felino è arrivato dal Regolamento di esecuzione n. 186/2013 della Commissione europea, a conclusione di una procedura di registrazione lunga e impegnativa caratterizzata anche da vertenze giuridiche e opposizioni in Italia e in Europa. (9colonne)