Di fronte alla notizia di un allarme alimentare, vero o presunto, il 45 per cento degli italiani evita di comprare il cibo “contaminato” per un certo periodo di tempo. Un “effetto fuga” che in larga parte è frutto della sfiducia dei consumatori, sempre più disorientati e spaventati dal susseguirsi di scandali e truffe a tavola. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito all’annuncio del ritrovamento di tracce di Dna equino in alcuni ragù Star da parte del ministero della Salute. Ma la “paura a tavola” incide pesantemente sui consumi, e lo fa indipendentemente dall’effettiva pericolosità del fenomeno. Un assunto che è valido soprattutto in Italia -osserva la Cia- dove la garanzia di sicurezza alimentare è il criterio al primo posto nelle scelte di acquisto per otto cittadini su dieci. Per questo bisogna stare molto attenti: la truffa commerciale della carne di cavallo “spacciata” per manzo rischia di creare danni enormi a tutta la filiera -evidenzia la Cia- cominciando proprio dai nostri allevatori, che già segnalano un crollo delle vendite del segmento del 10 per cento circa da quando è esploso lo scandalo anche in Italia. (red – 6 mar)