(11 mar) – Il 2 marzo 2012, in occasione del Consiglio europeo di primavera tenutosi a Bruxelles1, è stato sottoscritto il “Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria”, il cosiddetto fiscal compact o patto di bilancio. Lo hanno firmato 25 Stati membri dell’Unione europea. Non hanno sottoscritto il trattato il Regno Unito, come già emerso nel Consiglio europeo del 9 dicembre 2011, e la Repubblica ceca, che aveva fatto mancare il suo consenso già al momento dell’approvazione del fiscal compact, avvenuta il 30 gennaio 2012 in occasione del Consiglio europeo informale tenutosi sempre a Bruxelles. Il fiscal compact è composto da un preambolo e da 16 articoli, suddivisi in un titolo I, relativo all’oggetto e all’ambito di applicazione, in un titolo II, relativo alla coerenza e al rapporto con il diritto dell’Unione, in un titolo III, relativo proprio al fiscal compact o patto di bilancio, in un titolo IV, relativo al coordinamento delle politiche economiche e convergenza, in un titolo V, relativo alla governance della zona euro, e in un titolo VI, relativo alle disposizioni generali e finali. E’ un documento destinato a condizionare la politica economica dei governi italiani nei prossimi anni. Un dossier dell’Ufficio Studi del Senato fornisce una sintetica descrizione degli articoli del trattato, dando conto, ove necessario delle differenti formulazioni del testo nel corso del negoziato, della posizione sostenuta dalla delegazione italiana e, soprattutto, dei principali elementi che qualificano il nuovo trattato in relazione agli effetti sulla disciplina di bilancio degli Stati che lo hanno sottoscritto, con particolare riferimento naturalmente alla posizione dell’Italia.