Roma, 12 mar – “Il meccanismo di voto all’estero, anche in relazione al tempo ridotto che si è avuto per aggiornare il database degli italiani residenti all’estero, è andato meno peggio di come lo vogliono descrivere”. Lo dice, alla Camera, il deputato del Pdl Guglielmo Picchi, eletto nella circoscrizione estero. Per migliorare il meccanismo del voto, spiega, basterebbe qualche piccolo accorgimento: “Prima di tutto evitare che le operazioni di scrutinio si tengano in un solo luogo. Il caos che si è creato a Castelnuovo di Porto si sarebbe potuto evitare dividendo lo scrutinio in tre sedi diverse: Milano, Roma e Napoli per esempio. Una cosa è formare tremila scrutatori, una cosa è formarne novemila. In secondo luogo – prosegue Picchi – una cosa che ripeto da tempo: per evitare i brogli le schede elettorali non vanno stampate all’estero ma mandate direttamente dall’Italia. (Caf)