LILLO E GREG PRESENTANO “CHI ERANO I JOLLY ROCKERS?”
Una misteriosa band salirà sul palco del Teatro Olimpico di Roma dal 2 al 21 aprile. E’ quella composta da Lillo e Greg che insieme a Max Paiella saliranno sul palco nelle vesti della band “The Jolly Rockers”. “Un gruppo sconosciuto sopravvissuto alla vecchiaia perché ha venduto l’anima al diavolo in cambio del successo”. Così Greg descrive i protagonisti della commedia “Chi erano i Jolly Rockers?”, di cui è autore di testi e musiche, durante la presentazione dello spettacolo. Lo spettacolo racconta di una band nata nel 1954 in Tennessee che continuerà a tentare la via del successo nel decennio successivo, poi fino agli anni ’90 e ancora oggi. Il diabolico manager a cui hanno venduto l’anima, interpretato da Lillo, è però imbranato e goffo e – come afferma Greg – “organizza i loro concerti in giorni che si rivelano cruciali per la storia americana, ma sbagliati per loro”. Uno spettacolo teatrale che parla di più epoche, perché la vicenda dei Jolly Rockers attraversa tutta la seconda metà del secolo scorso per arrivare fino a noi. Un documentario sulla storia della musica e di alcuni dei grandi avvenimenti storici che accadevano intorno a essa. “Tante canzoni per raccontare cinquanta anni di storia” dichiara il regista Mauro Mandolini. “Chi erano i Jolly Rockers” è ‘docu-teatro’, un documentario a teatro, condito da divertenti sketch del duo comico, finte interviste filmate e molta musica dal vivo, che cerca di ricostruire la vita di questa fantomatica band nelle surreali atmosfere di Memphis, tra le leggende del Blues e con la veemenza del Rock’n’Roll. Dopo il debutto la scorsa stagione all’Ambra Jovinelli, lo spettacolo teatrale approda al Teatro Olimpico con una scenografia completamente rinnovata e tanti effetti speciali. I Jolly Rockers sono Attilio Di Giovanni, Alfredo Agli, Mario Caporilli, Mario Monterosso, Francesco Redig de Campos, Stefano Rossi e Alessandro Tomei. I musicisti si esibiranno in scena con pezzi originali e famosissime cover, dai Tears for Fears ai The Treniers e Dion & the Belmonts. Ospiti in video saranno Renzo Arbore e Marco Presta. La voce narrante è di Dario Salvatori. (Sip)
“IL MIO CUORE NELLE TUE MANI” AL COMETA DI ROMA
Siamo in una chiesa di Napoli: due donne del popolo, due mamme, una di un camorrista e l’altra di un carabiniere, disperate per i propri figli, non trovano altra soluzione che chiedere la grazia a San Gennaro. Tanti e importanti i temi toccati nelle rispettive suppliche: le cattive compagnie, la miseria, la necessità di un lavoro, la solitudine, l’onestà, l’importanza di una fidanzata. Due figli, due suppliche, un unico interlocutore. Ma la giustizia è, per definizione stessa, una sola e pertanto una sola delle due donne riceverà la grazia. Questa la trama di “Il mio cuore nelle tue mani”, in scena al Teatro della Cometa a Roma dal 2 al 21 aprile. Protagoniste sono Tosca d’Aquino e Gea Martire: “Il mio cuore nelle tue mani” è uno spettacolo di Manlio Santanelli per la regia di Enrico Maria Lamanna. (PO / Red)
ROMA: “A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?” DEI FRATELLI DE FILIPPO
Andata in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma, “ A che servono questi quattrini?” fu una delle più divertenti commedie che resero celebri i fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino. A portarla in scena dal 4 al 21 aprile al “Teatro Parioli Peppino De Filippo” a Roma, è Luigi De Filippo, figlio di Peppino, insieme alla propria Compagnia di Teatro. La commedia racconta le vicende del marchese Eduardo Parascandoli che, diventato serenamente povero, da ricco che era, seguace accanito della filosofia stoica, insegna il disprezzo per i beni materiali a Vincenzino Esposito, il suo più fedele seguace. Parascandoli fa credere a tutti, compreso l’ ingenuo Vincenzino, che quest’ultimo ha ereditato una cospicua somma di danaro: il suo scopo però, è dimostrare che i quattrini non servono a nulla, e che basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. Attraverso comiche situazioni dimostra che per guadagnare del danaro non occorre né lavorare, né disporre di capitali, ma bisogna essere furbi. (Fla)
GLI OBLIVION AL MANZONI DI MILANO
Gli Oblivion (Lorenzo Scuda, Francesca Folloni, Davide Calabrese, Graziana Borciani, Fabio Vagnarelli) sono cinque artisti, cantanti e attori, cabarettisti e comici, resi celebri dalla rete, che da quattro stagioni attraversano l’Italia con il loro originalissimo modo di fare teatro. Con questo nuovo spettacolo “Oblivion Show 2.0: il Sussidiario”, con la regia di Gioele Dix – al Teatro Manzoni di Milano dal 4 al 24 aprile – propongono un irresistibile compendio di musica e comicità che sa essere contemporaneamente commedia musicale e rivista, ma anche parodia e cabaret con un’attualissima trasversalità di mezzi. Gli Oblivion strizzano l’occhio al cabaret, ma anche al café chantant, praticano una satira (di costume, ma non solo) così garbata da essere anche più corrosiva, inventano giochi tra musica e linguaggio. Come numi tutelari il Quartetto Cetra e Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e la follia organizzata dei Monthy Python, il tutto legato dalla sorprendente capacità vocale e interpretativa di un gruppo che fa della professionalità e della precisione scenica la sua linea guida. Con la consueta eleganza e irriverenza, i cinque madrigalisti post moderni raccontano storie epiche o semplici avvenimenti quotidiani giocando continuamente con la musica. (Red)
TORINO: AL GOBETTI “E’ STATO COSI’” DELLA GINZBURG
Una sedia centrale fronte pubblico, una lampadina che pende sulla testa della protagonista e, l’asta di un microfono collegata ad un piccolo amplificatore posto sul fondo della scena che, saltuariamente, distorcerà la voce spezzando per qualche istante il ritmo angosciante delle parole e dei movimenti costantemente ripetuti. La donna si siede, spalanca gli occhi e sembra non chiuderli per tutta la durata del pezzo. Parla con un tono cantilenante, e i minuscoli movimenti delle gambe e delle labbra scandiscono il tempo del racconto. Il pubblico si trova immerso in questa confessione nel ruolo di analista, in una sorta di assurdo colloquio terapeutico al cui interno non mancano i momenti di tragica comicità. In questo modo si presenta “E’ stato così” di Natalia Ginzburg, per la regia di Valerio Binasco, al Teatro Gobetti di Torino dal 2 al 7 aprile. Ad interpretare il ruolo della protagonista un’inedita Sabrina Impacciatore: “Finalmente un personaggio sfaccettato di quelli che sogni di incontrare almeno una volta nella tua carriera. Una donna alla ricerca di un assoluto, impaurita da un grande vuoto d’amore e che si sente inadeguata rispetto alla vita. E’ una sognatrice che purtroppo s’innamora dell’uomo sbagliato”. La vicenda di un fallimento familiare che appare evidente da subito, in un crescendo di illusione e tormento, di indolenza e tradimento, che non viene sanato neppure dalla nascita di una figlia. La prematura scomparsa della piccola romperà definitivamente gli equilibri e trascinerà la protagonista verso un gesto estremo: lo sparo omicida da cui la pièce prende il via. (PO/Fla)