(2 apr) – Stagnazione della domanda interna e rallentamento del commercio mondiale accentuano il ciclo recessivo dei 101 agglomerati produttivi esaminati dall’Osservatorio dei distretti italiani. In essi, a fine 2011, operavano 274.055 imprese (4,5% del totale nazionale), di cui 173.844 di natura manifatturiera, pari al 28,1% del totale dell’economia manifatturiera italiana. L’insieme delle imprese operanti nelle filiere distrettuali ha realizzato nel 2011 il 6,9% (74 miliardi di euro) del valore aggiunto di tutta l’economia del Paese (il 26,3% facendo riferimento al solo manifatturiero) e il 25,6% dell’export totale (96,3 miliardi di euro). Le stime relative al consuntivo del fatturato per il 2012 fanno temere un suo ridimensionamento, assolutamente non apprezzabile nel 2011, quando le imprese distrettuali avevano invece registrato una crescita del 5,5%. Cala di oltre 14 punti percentuali la quota di aziende dei distretti che ha segnalato un incremento del fatturato nel 2012 rispetto all’anno precedente (25,7% contro 39,9% nel 2011) e raggiunge il 51% (quasi raddoppiando rispetto all’anno precedente) la percentuale di imprese che segnala una riduzione di questo indicatore. Timori di un consuntivo d’anno in perdita emergono anche sotto il profilo dell’occupazione: il 31% delle imprese ha ridotto nel 2012 il numero di addetti (25,6% nel 2011; 28% nel 2010) contro un 12,8% che ha visto un ampliamento dell’organico (19% e 12% rispettivamente nel 2011 e nel 2010). Il ricorso agli ammortizzatori sociali si è intensificato nel 2012: le aziende che hanno fatto ricorso alla CIG ordinaria sono aumentate dal 28,7% del 2011 al 34,7%.