STEFANIA ROCCA IN “RICORDA CON RABBIA”
Il teatro Ambra Jovinelli di Roma ospita fino al 14 aprile “Ricorda con Rabbia” di John Osborne con Stefania Rocca, Daniele Russo e Sylvia De Fanti, Marco Mario de Notaris. La regia è di Luciano Melchionna che dopo il successo d’inizio stagione di “Dignità autonome di prostituzione” torna all’Ambra Jovinelli confrontandosi con un grande classico contemporaneo. Con questa commedia Osborne diventò il portavoce degli “Angry Young Man”, cioè di quei “giovani arrabbiati” che, allora come oggi, non riescono a vedere un futuro e senza mezzi termini urlano il loro disagio, le loro aspettative, la loro rabbia. Alison ha gli occhi azzurri di Stefania Rocca e un animo sensibile, che non riesce a scalfire il cuore indurito di Jimmy, immaturo e spiantato. Queste le premesse per un perfetto gioco al massacro in cui i due giovani scagliano la loro rabbia l’uno contro l’altro, aggiungendo alle tensioni private le frizioni dovute alla loro differenza sociale. “Con ‘Ricorda con rabbia’ – spiega il regista – sono in scena le vicende personali di quattro giovani smarriti, incapaci di cavalcare il proprio tempo e la propria esistenza, ognuno a proprio modo ‘arrabbiato’. Cosa è cambiato da quel lontano 1956? Tanto, sicuramente, ma non la rabbia”. (Red)
“DONNA DI GARBO” PER LA GRANDE PROSA AL TEATRO ERBA
Brillante appuntamento conclusivo per il cartellone Torino Spettacoli di Grande Prosa: “Donna di garbo” di Carlo Goldoni, in scena al Teatro Erba dal 16 al 21 aprile. L’interpretazione è affidata a Debora Caprioglio e Marco Messeri, diretti da Emanuele Barresi (che ha curato anche l’elaborazione drammaturgica insieme a Marco Messeri). I due protagonisti sono affiancati da Elisa Sacchi, Emanuele Barresi, Cristina Cirilli, Riccardo De Francesca, Fabrizio Brandi e Eleonora Zacchi. Le scene sono firmate da Emidio Bosco, i costumi da Adelia Apostolico e il disegno luci da Massimo Corsi. E’ una produzione Fondazione Teatro Goldoni, Compagnia degli Onesti e Molise Spettacoli. “La donna di garbo è la prima commedia di carattere da me disegnata ed intieramente scritta”, ci dice niente meno che Carlo Goldoni. A questa commedia infatti, si fa risalire l’incipit di quella che sarà la grande riforma teatrale del Goldoni. Inoltre nella commedia appare il personaggio di Rosaura, il capostipite di una schiera di personaggi femminili scaltri, indipendenti e intraprendenti, che popoleranno, illustrandoli, i futuri lavori dell’autore. Tanto è da considerarsi attuale il carattere della nostra protagonista, che Goldoni dovette sforzarsi per far digerire ai suoi contemporanei il fatto che una donna, figlia di lavandaia, potesse esser tanto erudita ed evoluta, oltre che scaltra, da potersi far gioco di tutti gli uomini in cui s’imbatte, come avviene nella commedia. Ma la fatica che dovette fare, consegnò all’autore un personaggio che non scade ancora oggi di interesse e brillantezza. Ce ne sarebbe abbastanza, dal mio punto di vista, per giustificare una nuova edizione della commedia, che però ha davvero molte frecce al suo arco, oltre ai motivi di interesse già espressi. Una giovane conosce a Pavia uno studente con cui ha un “filarino”; il ragazzo dopo un po’ si stufa e interrompe la relazione, la giovane (Rosaura), si reca allora a Bologna dove risiede la famiglia del fedifrago (Florindo) e si fa prendere a servizio dal padre di lui, una sorta di Pantalone, con l’intento di vendicarsi in qualche modo. Qui incontriamo un coro di personaggi che innervano e offrono tono alla commedia: il fratello di Florindo, Ottavio vittima di una manìa: il gioco del lotto; il cicisbeo Lelio; la candida Diana e la vanitosa Beatrice, moglie di Ottavio. Rosaura ammalierà tutti questi personaggi con bravura, approfittando delle debolezze di ognuno e si servirà di loro per il conseguimento dei propri scopi. Nella versione proposta è stato dato molto rilievo ad uno degli elementi della commedia: il racconto di una famiglia borghese, i cui membri sono posseduti da vizi e manie incontrollabili. Una famiglia che sta in equilibrio, però; fino a quando non arriva Rosaura a scompigliarla e metterla in crisi, con esiti disastrosi per Florindo e i suoi parenti, spassosissimi per gli spettatori… (Red)
AL SISTINA ARRIVA LA TRADIZIONE NAPOLETANA CON “T’AMMORE”
In anteprima nazionale il 17 e 18 aprile al Teatro Sistina a Roma arriva lo spettacolo “T’Ammore”, omaggio alla musica classica partenopea e alle danze tipiche del sud Italia, come la tarantella, la tammorriata e la frenna, il tutto riproposto con sonorità contemporanee e coreografie originali. Prodotto da “ArsLab” e da “Napolimusic”, “T’Ammore” nasce da un’idea di Luigi Caiola, che, ad oggi, ha prodotto e distribuito nel mondo circa 1.000 spettacoli e oltre 40 progetti audio/video, e vede sul palco più di 22 artisti, tra cantanti, musicisti e ballerini, che seguono una semplice linea narrativa affidata a pochi momenti recitati e ai brani cantati, alle proiezioni, alle luci, ai costumi e alle coreografie. Le musiche originali e gli arrangiamenti dei brani classici sono stati realizzati dai musicisti napoletani Gino Magurno e Renato Salvetti; i testi sono della cantante e autrice napoletana Annalisa Madonna. Le coreografie e la regia sono del maestro Vittorio Biagi, primo ballerino con Maurice Béjart, nonché direttore del Teatro di Lione e co-fondatore dell’Aterballetto. Con il patrocinio del Comune di Napoli e del “Laboratorio Spoleto”, lo spettacolo sarà in autunno in tour nei migliori teatri italiani. (Fla)
“IL PRETE E IL BANDITO” A ROMA FINO AL 21 APRILE
Ha debuttato al Teatro Golden di Roma la commedia “Il prete e il bandito” interpretata da Sergio Fiorentini, Augusto Fornari e Laura Ruocco, in scena fino al prossimo 21 aprile. Saranno sul palco insieme ai protagonisti Marco Benelli e Amedeo De Gais, mentre Rocco Papaleo presta la voce, fuori campo, al commissario Mozzetta e Massimiliano Bruno all’agente scelto Cuzzocrea. La vicenda si svolge in una parrocchia della periferia romana. Don Siro, interpretato da Sergio Fiorentini, e due suoi chierichetti stanno preparando la chiesa per la cerimonia di beatificazione del vecchio parroco. All’improvviso irrompe un uomo, Pietro, Augusto Fornari, che in evidente stato confusionale pretende da Don Siro la comunione. Di fronte al suo rifiuto perché il prete vuole che prima si confessi, estrae la pistola e gli intima di dargli la comunione. Proprio in quel momento si sentono le sirene della polizia e la voce di un commissario che invita Pietro ad arrendersi. Ha inizio un serrato confronto tra il prete e Pietro che alla fine confessa di avere ucciso la moglie perché lei voleva separarsi. Laura Ruocco interpreta Sabrina, la moglie di Pietro, una donna che capisce di essere stata “imprigionata” in un rapporto d’amore che, in maniera subdola e senza violenza fisica, le ha tolto nel tempo, tutto quello che lei era. Si accorge di essere diventata quello che il marito voleva e quando trova la forza, il coraggio e la lucidità per riprendere in mano la sua vita, lui, in preda ad un raptus, le spara. Va in scena al Teatro Golden una storia ricca di suspence e di momenti emozionanti che, affrontando con rispetto, un tema delicato ed attuale, lascia spazio alla riflessione e a qualche sorriso. (red)
AL BANO SUL PALCO PER RACCONTARE LA SUA VITA
Parte da Montecatini Terme il primo tour teatrale di Al Bano, “E’ la mia vita – Una storia da cantare”, per la regia di Gennaro Nunziante. Lo spettacolo, che girerà l’Italia fino all’autunno prossimo, ricorda gli aneddoti che hanno segnato i quarantacinque anni di carriera del cantante pugliese, e saranno raccontati da contributi video, che s’intrecciano con la storia musicale di un’Italia profondamente cambiata dagli anni Sessanta a oggi. Al Bano è pronto a ripercorrere la storia delle sue canzoni, da quelle che cantano l’amore a quelle che denunciano con fermezza i disastri ambientali e ogni forma di razzismo o emarginazione. Il tutto sul filo di un racconto che tocca anche la sua famiglia e la sua terra: elementi sempre presenti nella sua musica. Accanto ai suoi grandi successi, non mancherà un omaggio dovuto a Domenico Modugno nell’anniversario della sua scomparsa, passando dalla lirica con l’esecuzione di alcune delle più belle arie d’Opera, fino a escursioni nel folk e nel blues, un intenso excursus musicale che racconta una vita di successi. (Fla)