Se storicamente l’abuso di alcol ha sempre maggiormente interessato i giovani adulti traducendosi, per lo più, in una perdita del controllo dei propri comportamenti e in un’ebbrezza temporanea, oggi, invece, i ragazzi mostrano tendenze diverse che contribuiranno probabilmente a modificare la figura dell’etilista del futuro. E questo per ragioni diverse. Da una parte, il consumo di alcol ha registrato una progressiva anticipazione a fasce di età inferiori: i primi “assaggi” – in particolare di birra, più che di vino e superalcolici – avvengono durante gli anni della scuola media. Dall’altra, c’è una maggiore consapevolezza negli adolescenti degli effetti dell’alcol che, quindi, vengono appositamente ricercati in particolari circostanze, come può essere il ritrovo in discoteca. Da qui la necessità di un’azione informativo-preventiva con largo anticipo rispetto al raggiungimento della maggiore età o delle prime uscite serali. “Un esempio concreto ed eloquente delle nuove tendenze tra gli adolescenti – sostiene il dottor Giuseppe Di Mauro, Pediatra e Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) – è rappresentato dalla drunkoressia o “anoressia da happy hour” che consiste nell’abitudine di digiunare per poi consumare bevande a significativo tenore alcolico con una duplice finalità: ridurre l’apporto energetico in modo da compensare le calorie dell’alcol con il “guadagno” ottenuto dal digiuno, e potenziarne gli effetti inebrianti”. (red- 17 apr)