VALENTINA LODOVINI IN “QUANDO NINA SIMONE HA SMESSO DI CANTARE”
Martedì 30 aprile alle 19.30 debutterà al Teatro Gobetti di Torino “Quando Nina Simone ha smesso di cantare” di Darina Al Joundi con la complicità di Mohamed Kacimi El Hassani. Lo spettacolo è interpretato da Valentina Lodovini, diretta da Giorgio Gallione. Le scene e i costumi sono di Guido Fiorato, le luci di Aldo Mantovani. “Quando Nina Simone ha smesso di cantare” resterà in scena al Gobetti, per la Stagione in Abbonamento del Teatro Stabile, fino al 5 maggio. Veste i panni della protagonista Darina l’attrice che ha vinto il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per la sua interpretazione in “Benvenuti al Sud”. Darina irrompe nella stanza in cui viene vegliata la salma del padre, toglie l’audiocassetta del Corano e al suo posto mette “Save me” di Nina Simone. Con questo gesto ha inizio “Quando Nina Simone ha smesso di cantare”. Darina è una donna giovane e bella ma troppo libera in una Beirut tormentata dalla guerra, dove essere donne non è facile, ed essere libere è un sogno o, in alternativa, una condanna. Assim è suo padre. Un intellettuale laico in esilio, innamorato del jazz e della bella vita, che insegna alla figlia il piacere del buon vino, l’amore per la letteratura. Ma a Beirut è l’inferno: bombardamenti, massacri, fame, isolamento sono la quotidianità di una lunga, agonizzante guerra civile. L’unica legge è quella delle armi. Per gli adolescenti, la guerra e la sua adrenalina è una droga, come lo è l’hashish o il sesso che si fa per dimenticare l’orrore o la roulette russa, dove si rischia di morire per provare a sentirsi vivi. Darina sperimenta tutto fino in fondo ma, dopo la morte del padre viene rinchiusa dalla sua famiglia in manicomio: qui l’unico modo per sopravvivere è fingersi pazza e scrivere su fogli immaginari la propria storia. Quando Nina Simone ha smesso di cantare è un testo teatrale, poi divenuto romanzo scritto a quattro mani da Darina Al Joundi e Mohamed Kacimi, successo editoriale e teatrale in Francia, rivelazione del Festival di Avignone nel 2007, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2009.(PO/red)
A SIRACUSA RIVIVE LA TRAGEDIA GRECA
Tre insuperabili classici greci ma sempre attuali, che toccano temi come la politica e il ruolo delle donne nella società. Cast variegati capaci di soddisfare i più esperti cultori di teatro e strizzare l’occhio ai più giovani, con nomi di fama internazionale e talenti emergenti. La solidità di un’organizzazione che negli ultimi anni ha registrato un crescendo di presenze, quintuplicando il proprio pubblico in solo dieci anni. Sono questi gli ingredienti del 49° Ciclo di Rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, il più importante evento al mondo dedicato al dramma antico. Quest’anno, dall’11 maggio fino al 23 giugno, andranno in scena le tragedie Edipo re e Antigone di Sofocle e la commedia Le donne al Parlamento di Aristofane. I cast d’eccezione annoverano, tra gli altri, stelle della recitazione italiana come Isa Danieli, Ilenia Maccarrone, Daniele Pecci e Anna Bonaiuto, e, tra i compositori, il maestro Stefano Bollani. La rassegna, giunta alla sua 49° edizione, rappresenta un unicum nel panorama internazionale e, negli anni, ha portato Siracusa a essere uno tra i maggiori centri di cultura del mondo classico e meta tra le più ambite per i cultori di teatro all’aperto. Un successo testimoniato dai dati che mostrano un aumento degli spettatori del 500% negli ultimi 10 anni, con una media annua di 150.000 presenze durante le circa 35 recite della rassegna, una struttura organizzativa che coinvolge oltre 400 persone tra attori, tecnici e maestranze, che creano un rilevante indotto economico per la città siciliana. (red)
“AVANSCENA”: A TREVISO PRIMO FESTIVAL SU SCENOGRAFIA E COSTUMI
A Treviso fino al 12 maggio si tiene un grande evento dedicato alla scenografia e al costume teatrale. Sarà infatti la cornice di Avanscena – Festival della Scenografia e del Costume Teatrale, il primo evento italiano interamente dedicato al mondo delle arti sceniche. Il festival coinvolgerà numerosi luoghi e realtà cittadine per un evento variegato e diffuso sul territorio, che spazierà da giornate di studio e dibattito a workshop, esposizioni, performance e spettacoli dal vivo e comprenderà anche un concorso di fotografia e video. Si articolerà in diverse sezioni – Scenografia, Costume, Critica e Laboratori del creare/Fare Scena – all’interno delle quali porteranno le loro esperienze le maestranze che rendono possibile la magia della messa in scena, dalle scenografie alla sartoria, per arrivare agli orafi e ai light designer: artisti e artigiani portatori di un know-how e di una cultura professionale di altissimo livello. L’iniziativa nasce dalla volontà e dalla passione di Roberta Gaion, Leda Vizzini, Maddalena Antoniazzi e Chiara Massini, quattro giovani professioniste – due scenografe, una storica della moda e del costume e una curatrice d’arte contemporanea – che hanno deciso di proporre al pubblico un viaggio nel mondo del “dietro le quinte”. Avanscena coinvolgerà, come relatori, professionisti e docenti accademici e universitari di alto livello, registi, scenografi, costumisti e light designer che si sono affermati negli ultimi decenni nel panorama nazionale, e che in molti casi hanno un particolare legame con il territorio veneto – dall’Accademia di Belle Arti di Venezia al Teatro La Fenice. Il respiro del festival è, però, più ampio: partecipano all’evento realtà come il Teatro di Tartu (Estonia). Elemento trasversale al Festival è l’attenzione per il territorio, che si declina in vari modi: dalla collaborazione con l’Istituto penale minorile di Treviso, che vede molti giovani coinvolti attivamente nell’organizzazione del festival, alla scelta di fornitori locali e reti sostenibili per la gestione del catering, al progetto “Adottiamo un modellino del Teatro comunale”, volto a restituire a questo luogo il ruolo di centro pulsante della vita artistica, sociale e professionale della città. (PO / red)
MILANO: TUTTI AL CHIOSTRO, 48 ORE CON ULISSE
Si conclude al Chiostro Nina Vinchi di via Rovello il viaggio degli “Ulissi” che attraversa Milano. Mentre allo Strehler stanno andando in scena le ultime applauditissime repliche di Odyssey, lo spettacolo-capolavoro diretto da Bob Wilson prodotto dal Piccolo e dal Teatro Nazionale della Grecia (fino al 24 aprile), la rassegna “Ulissi, viaggio nelle odissee” organizzata dal Piccolo Teatro in collaborazione con il Comune di Milano ha in programma per domani e dopodomani, sabato 20 e domenica 21 aprile, la due-giorni “48 ore con Ulisse”, in collaborazione con Radio 24. Laboratori, letture, incontri: nel corso di sette appuntamenti (tutti a ingresso libero) si alterneranno le donne rom del Centro Ambrosiano di solidarietà e della Casa della Carità, che animeranno il laboratorio “Il pane di Ulisse”, e gli attori e attrici del Piccolo Teatro, che daranno voce alle pagine più belle del poema omerico. La mostra “Gli Ulissi di Emanuele Luzzati” farà da cornice agli incontri, mentre uno spazio speciale di riflessione sarà dedicato, sabato alle 17, agli imprenditori… Ulissi contemporanei, con Vito Gulli, presidente di Generale Conserve-Asdomar, e Alessandra Scaglioni, caporedattore di Radio 24. (red)
AL VASCELLO DI ROMA “CONTEMPORARY TANGO” CON KLEDI KADIU
Al Teatro Vascello, il Balletto di Roma, presenta da martedì 23 a domenica 28 aprile, “Contemporary Tango” – coreografia e regia Milena Zullo – con Kleidi Kadiu, Marco Evola e Laura Mommi. Le musiche sono di Astor Piazzola, Osvaldo Pugliese, Carlos Gardel. L’ opera, attraverso l’ uso del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare un ballo: il tango sociale, che sempre di più sembra diffondersi nel nostro pianeta. Segnale ulteriore del fenomeno della globalizzazione che ancora una volta anche in questo ambito, come nel linguaggio della danza tutta, contamina, unisce, condivide. Il Tango sociale vissuto non più semplicemente come un ballo, con i suoi passi tipici, macapace di divenire “racconto” di un modo di sentire tanto diffuso e così capace anche di percorrere con la sua musica ormai tutti i continenti della terra. L’ opera creata per il Balletto di Roma esplora una nuova contaminazione tra il linguaggio contemporaneo ed il “minimalismo” dell’ incontro tra corpi che parlano di tango: incontro di un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato modulo del balletto. Lo spettacolo narra l’ abbraccio del tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni, desideri e oblii, un abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo del proprio sé e portando in esso tutta quella memoria, consapevole e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo. Preziosa e speciale diviene la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu, grazie al quale la virilità contenuta in questa danza diverrà protagonista. (PO/red)