La Camera dei deputati ha dato la fiducia al governo Letta con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. Nel suo discorso programmatico, parlando dei provvedimenti fiscali nell’agenda del suo governo, il neopresidente del Consiglio Enrico Letta ha annunciato lo “stop ai pagamenti di giugno” dell’Imu per “dare il tempo al governo e al Parlamento di elaborare insieme una riforma complessiva”. E’ durato un’ora circa il discorso di Letta. Toccando diversi temi, dall’Europa alle misure fiscali per le famiglie e le imprese, dai costi della politica alle riforme costituzionali, il premier ha sottolineato che la priorità del suo governo sarà il lavoro: “Le politiche per la ripresa non possono più attendere – ha affermato Letta – Tante famiglie sono in preda allo scoramento” e la crisi “rischia di tramutarsi in rabbia e conflitto come dimostra lo sconcertante fatto di ieri a Palazzo Chigi”, ha aggiunto rivolgendo un omaggio, a cui l’aula si è unita con un lungo applauso, ai due carabinieri feriti. Per Letta si dovranno “ridurre le tasse sul lavoro, in particolare quello stabile e quello sui giovani neoassunti”. Prioritaria infatti è “la questione del lavoro, solo col lavoro si può uscire da questo incubo di impoverimento”, ha detto il premier ricordando il patto infranto con gli esodati a cui ora il governo è chiamato a dare una risposta: “Va trovata una soluzione strutturale”. “Mai come oggi imprese e lavoratori devono lavorare insieme” e i sindacati devono essere “protagonisti”. “Bisogna lavorare tutti insieme per dare opportunità ai giovani, anche sull’occupazione femminile bisogna fare di più” perché “siamo lontani dagli obiettivi europei”. “Non siamo ancora un paese delle pari opportunità”. Letta ha poi ipotizzato forme circoscritte di pensionamento graduale che prevedano l’affiancamento di lavoratori giovani e anziani. (Caf – 29 apr)
