Ogni anno, la seconda domenica di maggio, si festeggia la mamma, una celebrazione dalle origini antichissime e diffusa in tutto il mondo. In Italia la “Festa della mamma” – come ricorda il sito a lei dedicato, paginemamma.it, venne celebrata per la prima volta nel 1957 ad Assisi. “Tutto ebbe inizio nel diciassettesimo secolo in Inghilterra quando venne istituito il Mothering Sunday: ai figli che lavoravano lontano da casa venne dato, nella quarta domenica di Quaresima, un permesso speciale per rientrare a casa per festeggiare la mamma con delle rose e un mothering cake, una piccola torta di frutta. Si deve poi a Julia Ward Howe, che nel 1870 chiese di istituire un Mother’s Day per riconoscere il ruolo della donna nella società, e ad Ana Jarvis che nel 1914 riuscì ad istituzionalizzare la festa, l’ufficializzazione di una vera e propria festa nazionale dedicata alla mamma da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio”.Oggi Coopi, un’organizzazione umanitaria italiana che lotta contro ogni forma di povertà per migliorare il mondo, ha deciso di raccontare la storia di una mamma beneficiaria del progetto “Hands of Palestine”, realizzato da Coopi e finanziato da Echo – l’ufficio per l’aiuto umanitario della Commissione Europea – per aiutare le donne di Gaza e della Valle del Giordano a trovare un lavoro che permetta loro di uscire dalla solitudine, imparare un mestiere e sostentarsi. “Il progetto mi ha permesso di lavorare ogni giorno, e conoscere altre donne. Mi ha aiutato a uscire dal periodo difficile che stavo attraversando. Ho imparato a ricamare. Ho iniziato ad avere un’entrata alternativa per badare alle necessità quotidiane dei bambini. É stato di grande aiuto. Spero che i miei figli possano riuscire nei loro studi, ciò che voglio è crescerli nel modo migliore. Questo è il futuro. Questo è lo scopo della mia vita” racconta una giovane madre. Sono 170 le donne di Gaza e di 15 villaggi della Cisgiordania che si sono ritrovate insieme, grazie al progetto “Work for hope” di Coopi ed Echo. Tra loro c’è chi ha imparato a tenere in mano l’ago per cucire, chi a ricamare, decorare cuscini, tovaglie, tessuti, drappi che hanno poi dato vita a “Hands of Palestine”, una manifestazione che si è tenuta sia a febbraio che a maggio per celebrare i frutti di questo lavoro. Il tutto sotto una splendida tenda creata unendo a mo’ di patchwork le creazioni femminili. Il video – come si legge sul sito di Coopi – è stato realizzato da Margherita Pescetti.(PO/Gil- 12 mag)